NOVITA' (8)
  • INDICE RIDC N. 30/2019
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    SAGGI
    – Manlio Bellomo: Ius commune e Shakespeare, fra drammi e commedie
    – Kenneth Pennington: Per un  Corpus Irnerianum
    – Andrea Padovani: Abelardo e Irnerio. Pensieri sulla servitù
    – Cecilia Natalini: In tema di  editio actionis e  vocatio in ius nel secolo XII
    – Paola Maffei: Le prerogative fiscali del re d’Aragona nel  Tractatus super materia munerum (c. 1277) di Alberto da Lavagna
    – Chiara Valsecchi: Tra pubblica necessità, immunità e privilegi. Il potere impositivo della civitas nel  Tractatus de collectis di Pietro degli Ubaldi
    – Alarico Barbagli: L’apporto dell’umanesimo giuridico agli studi di metrologia antica. Il  Libellus de ponderibus et mensuris di Andrea Alciato

    DISCUSSIONI
    – Diego Quaglioni: “Quelque chose dont nous souhaitons vivre encore”. Società feudale e storia costituzionale in Occidente
    – Christian Zendri: Relazioni feudali e scienza giuridica nella tradizione occidentale: da Baldo degli Ubaldi a Iacopo Alvarotti

    NOTE E DOCUMENTI
    – Orazio Condorelli: Campagna, città, vincoli di dipendenza personale: il caso del “Regnum Siciliae” in età normanno-sveva

    RICORDI
    – Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 1: Tecniche didattiche per la formazione teorica e professionale dei giuristi medievali
    – Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 2: Per la presentazione del libro “Quaestiones in iure civili disputatae . Didattica e prassi colta nel sistema del diritto comune fra Duecento e Trecento”
    – Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 3: Per la presentazione del “Catálogo de los manuscritos jurídicos de la Biblioteca Capitular de la Seu de Urgell”
    – Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 4: I signori dell’arbitrio e il princeps legibus solutus

    ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
      Bibliografia

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    L’antica Henna, fu definita da Cicerone Umbelicus Siciliae ed è nota per essere stata la sede di uno dei più importanti santuari di tutto il Mediterraneo dedicati al culto della dea Demetra e della figlia Kore. Non a caso proprio nei dintorni della città fu ambientato il mito del ratto di Kore. Henna romana è inoltre protagonista della Prima Guerra Servile, poiché fa da sfondo alla rivolta dello schiavo siriano Euno, che proprio da questa cittadina muoveva i suoi passi. Di tali circostanze e avvenimenti storici molte sono le evidenze nei reperti archeologici. Questo testo vuole offrire un aggiornamento sullo stato della ricerca archeologica di Enna e di alcuni centri limitrofi insieme alle fonti letterarie, storiche, epigrafiche e numismatiche. Una bibliografia degli studi aggiornata completa il panorama sulla storia antica di Enna.

  • La mitezza, comportamento o atteggiamento ispirato a un senso di paziente e benevola umanità. è ancora possibile la mitezza in un mondo segnato dai nazionalismi e dalla paura dell’altro? In una Italia sempre più barricata dentro i propri confini? In questo volume si raccolgono alcuni interventi di studiosi e operatori sociali all’insegna del pensiero di Giorgio La Pira, indimenticato sindaco di Firenze che di mitezza caratterizzò la sua azione politica e la dialettica. Un saggio, questo, per chi ama pensare, riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni e desidera essere un po’ irregolare. A chi non si arrende alle mode dilaganti, a chi ama liberare il proprio pensiero dalle catene che spesso lo comprimono.
    CONTRIBUTI: Claudio Saita – Rosa Loredana Cardullo – Antonio Di Grado – Giorgia Costanzo – Carmelo Lauretta – Vincenzo Morello – Christian Costanzo – Alessandro Dagnino – Luigi Arena – Margherita Asta
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  • Il volume di Chiara Vergani rappresenta un pregevole punto di riferimento su un tema di grandissima attualità. L’autrice riesce in questo libro a contemperare, amalgamare e rendere fruttuose le sue sensibilità culturali, professionali, scientifiche. Tale amalgama mette a disposizione del lettore una varietà di fatti, ricerche e sperimentazioni attuali che lo rendono di sicuro ampio, approfondito e stimolante, ma soprattutto utile. Chiara Vergani deve la sua efficacia di scrittrice e di divulgatrice, anche televisiva, a una lunga militanza di insegnante che le ha permesso di toccare con mano, analizzare, vivere e partecipare, con finalità di prevenzione e contenimento, a molti casi di bullismo, agendo a sostegno di bambini, genitori e insegnanti. Una grande pratica, quindi, che si fa teoria. L’autrice ha nel suo bagaglio una robusta formazione psicopedagogica universitaria, questo le ha consentito di interpretare, capire e spiegare con serenità ed efficacia molti di questi esempi visti e vissuti. Non si è fermata però alla sola, se pur poderosa, esperienza, ma ha corredato il suo tessuto divulgativo con un ordito di riferimenti scientifici, di esperienze nazionali e internazionali che rendono il suo prodotto intellettuale unico e concreto. Ottenendo in tal modo un risultato molto ricercato tra i cultori delle scienze sociali: sostenere una buona pratica con una brillante e ben documentata teoria.
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  • Una notte arriva sulla linea 113 una segnalazione di urla provenienti da una villa. Una villa che sembra deserta, ma in realtà abitata dall’ultima discendente di una ricca famiglia. Nel frattempo, nell’ospedale civico giunge un ferito grave, di cui non si conosce l’identità. Il commissario Anastasio Ventura, un lupo solitario, che sceglie di aspettare la pensione su una tranquilla isoletta di povere case ai piedi di un vulcano, davanti all’«isola grande», a una Sicilia mai nominata, si ritrova così a indagare su una storia dove il delitto non è ancora stato compiuto. Il commissariato, che si affaccia su una spiaggetta dove le volanti sono parcheggiate accanto alle barche dei pescatori, è animato da una squadra di poliziotti del luogo che cercano, in qualche modo, di spiegare l’isola al commissario forestiero. Gran lettore, ironico, con un solido senso della legalità e della giustizia, poliziotto di naturale gentilezza, cui l’età non ha rubato nulla al fascino, Ventura, seppur riluttante, si ritrova affiancato nell’indagine, dalla vulcanica Maria Isola Lo Faro, ostinata cinefila, «appuntata» con il sogno di passare alla giudiziaria. Ed è proprio l’appuntato Maria, con la sua lingua “cagliostra”, con il suo imperversare pieno di antica saggezza, con la sua imprevedibilità e con il suo stesso essere il “genius loci”, l’anima dell’isola, che aiuterà il commissario a venire a capo di una complicata storia di trame familiari e nodi mai sciolti, resa torbida dai segreti di una donna, di tragica bellezza, che vive in solitudine in una casa fitta di tenebroso mistero, dove tutto ha avuto inizio.

  • Una vecchia e tradizionale storiografia ha immaginato e sostenuto, in modo approssimativo, che i due millenni già trascorsi debbano essere divisi in tre epoche principali: ‘età romana’ fino ai secoli VI-VII, ‘medioevo’ fino ai secoli XV-XVI ed ‘età moderna’ dai secoli XVII-XVIII ai nostri giorni, con la variante di una ‘età contemporanea’ non meglio definita. Il libro che ora si presenta richiama l’attenzione su una realtà storica profondamente diversa, soprattutto per quanto riguarda l’età medievale e l’età moderna. Centra l’attenzione sul medioevo per dividerlo in modo netto fra un ‘primo medioevo’ (secoli VI-XI) e un ‘secondo medioevo’, o ‘inizio dell’età moderna’ (dai secoli XI-XII in poi). L’inizio di questa nuova realtà, già moderna, si distingue per svolte radicali, soprattutto nel campo del diritto dove sono da ricordare almeno Irnerio, i ‘quattro dottori’, la nascita delle Università e molto ancora per un lungo tempo plurisecolare, e per la nascita delle nuove lingue europee, e per la letteratura a cominciare dai molti decenni che precedono Dante Alighieri e ne seguono l’esempio, mentre emergono nuovi interessi scientifici, come per la medicina, per la matematica, per la fisica.
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