Romanzi (11)

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  • Tre autrici, un laboratorio di scrittura, per una sfida letteraria che esalta la ricchezza della multiculturalità.

    Schischok by: Karda Joana 13,00

    Uno spiritello si aggira nell’appartamento in cui vivono Stella (una ragazza russa), lo spagnolo Esteban e Junie, garifuna del Belize.

    La storia si snoda intorno alla diversa interpretazione che ognuno di loro dà a questa presenza nel quotidiano della loro vita, tra ironia, incomprensioni e peculiarità culturali.

    A conclusione del racconto, il susseguirsi di email tra le tre autrici svela i retroscena del percorso di scrittura.

  • Alfredo intreccia, con la finezza e bravura consuete, momenti storici collettivi con personalissimi brandelli di memorie e crea un’atmosfera sospesa, dove disincanto e speranza convivono senza che un elemento prevalga sull’altro.

    Pino Boero

    Senzanome by: Stoppa Alfredo 15,00
    Le storie nella Storia

    La storia narrata da Alfredo Stoppa sviluppa lungo un arco temporale che va dalla fine degli anni Sessanta ai giorni nostri. Improvvisi rimandi al passato sfiorano anche un toccante episodio della lotta partigiana.

    Con una scrittura che gioca fra un crudo realismo, venato di malinconica ironia, e una visione onirica, l’autore ripercorre i cosiddetti anni di piombo. Le stragi, da piazza Fontana alla stazione di Bologna, e la lotta armata visti con gli occhi, la mente e il cuore di un ragazzo ventenne, prima, e di un uomo maturo, poi.

    Anni duri e dolorosi, ma anche ricchi di ideali ed entusiasmo, di illusioni e tradimenti. Anni seguiti con sensibile e sofferta partecipazione dal giovane protagonista che, allora, passava i suoi giorni in una città di provincia.

    Un libro sull’amicizia, sul disincanto, sull’illusione di mutare il mondo, sulla tenacia di chi, nonostante tutto e tutti, prova a portare avanti un proprio ideale di vita. Sugli eventi narrati si staglia, di tanto in tanto, la figura misteriosa e inquietante di una donna dai capelli rossi: una strega?

  • Un re di denari by: Bellomo Manlio 14,00

    “Mio caro don Filippo La Ferla, in linea generale è legittima la vostra curiosità. Il Real Patrimonio non avrebbe il diritto di visionare i conti delle chiese isolane. Dico in linea generale. Ma a Cala Xibet le cose si complicano assai. Colpa o merito di un sovrano venuto a morire proprio in questa città, in anni molto lontani. Perché qui, vi state chiedendo? Perché fu preso da febbre invasiva mentre viaggiava da Catania a Palermo, e per lasciargli il tempo di guarire, o di morire in pace, il corteo regio lo portò a questo colle, nella speranza che il sovrano guarisse o morisse, secondo il punto di vista di chi lo voleva vivo o morto. Eravamo nell’anno 1342, in agosto, grande caldo. Il sovrano era Pietro II d’Aragona. Una convinzione di lunga durata, e perciò autorevole, vuole che il re, giunto all’estremo della vita, abbia costituito una Cappella presso le Chiese Matrici, la stessa che oggi chiamiamo Cappella Palatina a riflesso del Palatium regio. Per costituirla l’avrebbe riccamente dotata, di denaro o di beni immobili, come è prescritto per legge canonica. Se di denaro, nessuno sa di quale misura. Potrebbe essere molto o poco, sebbene sia presumibile che un sovrano, per decoro e per decenza, non sia avaro, specie in punto di morte, quando è prudente tentare la vie celesti superiori, il Paradiso o almeno il Purgatorio”.
    Ma, alla fine del Cinquecento possiamo scoprire, dopo tanto tempo, chi prese in consegna le monete del re? E chi le ha tenute nascoste? E il tesoro esiste ancora? O si è perduto per umana ingordigia e ambizione o per svagata o dolosa amministrazione? Sono passati  due secoli e mezzo. Possiamo ritrovarle?Don Filippo La Ferla, da parroco intraprendente, accetta di tentare l’avventura. Prova e riprova, e coglie ogni occasione. Gli girano attorno, ad aiutarlo o ad infastidirlo, signore distinte e bene educate. Hanno ambigui comportamenti o sono allusivamente disponibili. Lui, indifeso, se ne compiace, e serenamente rispetta le leggi di natura.I denari del re? Egli spera di trovarli. Ha fantasia sufficiente per impiegarli secondo coscienza.

  • Una bugia by: Stoppa Alfredo 18,00

    Novembre 1999, un giornalista sale in un paese avvinghiato ai monti. Deve parlare con un vecchio partigiano, uno degli ultimi testimoni di un passato doloroso. Saprà l’uomo fugare un dubbio che lo tormenta? Quella terra di morte e di utopie, di verità e di bugie nasconde un mistero. Tra le vie di un paese, tra i tavoli di un’osteria per rincorrere una risposta. Arduo ottenerla, perché gli uomini che hanno vissuto o subito la guerra la fuggono. La guerra ha un cattivo odore.

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