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  • EUNO – LO SCHIAVO CHE DIVENNE RE by: PACE PINO 14,00

    Nel II secolo avanti Cristo la Sicilia fu teatro della prima rivolta di schiavi che si ribellarono a Roma. Guidava questa rivolta Euno, uno schiavo proveniente dalla Siria e venduto a una famiglia patrizia di Enna. Pino Pace racconta la storia, le gesta, le vicende di questo grande personaggio della storia antica che per 5 anni, lottando, conservò il sogno della libertà, per sé e per quella parte della Sicilia – che va da Enna ad Agrigento e Messina – che l’ebbe come amato e acclamato Re Guerriero. Un grande romanzo per ragazzi che attinge alla storia antica e alla straordinaria verve narrativa del suo autore.

  • Gesù al tempo di facebook by: Ruggiero Pietro Antonio 13,00

    Quale rapporto c’è tra la fede e i social media? In quale maniera i cristiani, e i cattolici in particolare, li utilizzano non solo per parlare di cose inerenti la propria fede ma più in generale? L’Autore, a partire dalla sua esperienza di pastore e predicatore, ha analizzato lo “stile” dei cristiani sui nuovi media e come e se questo stile trova i suoi benchmark nel Vangelo. Il libro offre le linee guida e un decalogo per aiutare il credente a utilizzare gli strumenti dei social media evitando il rischio di uniformarsi alle “cose del mondo” piuttosto che ispirarsi alle “cose di Dio”.

  • Gesualdo Bufalino e la tradizione dell’elzeviro by: Zago Nunzio 14,00

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    Si dice elzevirismo e subito si pensa al prezioso laboratorio formale di matrice rondesca, allo scintillante calligrafismo di un Antonio Baldini, di un Bruno Barilli, di un Emilio Cecchi. La tradizione dell’elzeviro non si lascia rinchiudere, però, nel perimetro esclusivo della “prosa d’arte” degli anni Venti e Trenta: bastino nomi come Benedetto Croce, Arrigo Cajumi, Rosario Assunto, Giorgio Manganelli, Italo Calvino – giusta la minima, embrionale mappa abbozzata dal Convegno di cui in questo volume si pubblicano gli Atti – per rendersi conto della funzione educativa (laica, umanistica…) svolta a lungo, prima e dopo, dalla migliore intellettualità italiana attraverso la “terza pagina” dei giornali, quasi una libera cattedra di civiltà. Rispetto alla linea elzeviristica più propriamente legata alla “prosa d’arte”, del resto, al di là dei pregiudizi che, da Borgese a Moravia alla critica engagée del secondo dopoguerra, ne hanno accreditato l’immagine d’un “bello scrivere” fine a sé stesso, vacuo e provinciale, magari colluso col fascismo, è lecito un supplemento d’indagine, una qualche revisione. Il caso di Gesualdo Bufalino, appunto, allo scadere del secolo scorso, dimostra retrospettivamente (un po’ come Gadda con l’espressionismo scapigliato nell’interpretazione di Contini) che quella lezione non era così effimera e autoreferenziale quanto s’è voluto credere: attiva nello scrittore siciliano già nelle fasi più remote della sua sofisticata “anagrafe” intellettuale e contaminandosi, via via, con infiniti altri pimenti culturali, essa ha contribuito − nel saggista, nell’autore di aforismi, nel narratore − alla nascita d’uno stile «insieme esuberante e contratto», di un “tono” inconfondibile, fantasioso, ironico, brillantemente iperletterario, inquieto e pensoso. NUNZIO ZAGO è professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi di Catania e direttore scientifico della Fondazione Gesualdo Bufalino. Fra i suoi lavori più recenti (su autori come Brancati, De Roberto, Leopardi, Ripellino, ecc. e su tematiche come l’ulissismo intellettuale dall’Ottocento a oggi o come la didattica della letteratura), si segnalano i libri Tomasi di Lampedusa (2011), Dante e Boccaccio (2013), I sortilegi della parola. Studi su Gesualdo Bufalino (2016).

  • Giovanni Verga. Cinque novelle a fumetti by: Mustica Fabia 18,00

    Proporre Giovanni Verga ai lettori di oggi è impresa ardua: il mondo agreste di cui parla il grande autore siciliano è oramai scomparso e il suo linguaggio sembra essere inadeguato per proporlo alle generazioni cosiddette native-digitali. Fabia Mustica, disegnatrice di fumetti, è riuscita in un’impresa ancora più difficile: narrare Verga con il linguaggio dei fumetti senza tradire l’aspetto filologico del testo, restituendo così al pubblico dei lettori l’intramontabile potenza della poetica verghiana, la struggente amarezza e la lucida disillusione dei suoi personaggi, la radiosa solarità della campagna siciliana, i gesti, le paure e le speranze degli ultimi e dei disperati protagonisti di un’epoca che sembra tramontata per sempre ma che è tutt’oggi di estrema attualità. Le novelle: Nedda, Rosso Malpelo, Cavalleria Rusticana, La Lupa, La roba

  • Il futuro è costruito sul passato – dice il nonno. – Ripescate nelle vostre menti l’antica saggezza e non troverete né guerre, né sopraffazione, ma duro lavoro in comunità generose e fraterne.

    Habib il suonatore di flauto by: Gallo Sofia 12,00
    Habib e il suo flauto

    Habib, vive col nonno in un villaggio a nord di Kabul nella valle dell’Hindou Kouch. In una di quelle valli, a Bamiyan, si stagliavano un tempo in una cavità enorme nella roccia le statue del Buddha. E un tempo così remoto, che quasi se n’è persa memoria, regnava la pace. È proprio sul filo della speranza che la pace torni a governare i popoli dell’Afghanistan, e sul filo del ricordo delle loro antiche tradizioni di solidarietà, generosità e saggezza, che si intrecciano i racconti degli abitanti del villaggio.

    Le narrazioni dei membri della comunità sono la libera rielaborazione di storie ascoltate da Mohammad Mussa Rezai nel suo paese prima di emigrare in Italia. Sofia Gallo le ha raccolte e inserite in un racconto di fantasia che vede il nonno e il bambino farsi carico del riscatto e della pacificazione del paese.

    Sono storie divertenti e malinconiche, semplici e complesse, che mettono in luce l’importanza della memoria, a fronte della barbarie.

    Il libro, accompagnato dalle immagini evocative di Ilaria Marinelli, può essere letto (o raccontato) a partire dai bambini del secondo ciclo della primaria ai ragazzi di scuola media.

    Un messaggio di pace e di attenzione verso tutti i popoli che oggi soffrono per la fame, la guerra e le violenze. È un libro di piacevole intrattenimento che educa alla conoscenza e al rispetto reciproco.

  • I Re Magi e la vera stella di Betlemme by: Albertazzi Ferdinando 8,50

    Dei Re Magi sappiamo pochissime cose. Chi erano Gaspare, Melchiorre e Baldassarre? Erano sposati? Avevano figli?

    Ferdinando Albertazzi, con la sua scrittura lieve e piacevole, ci conduce per mano nel clima del Natale raccontandoci dei tre Magi partiti dall’Oriente, guidati da una Stella, per incontrare il Messia. Un libro destinato a diventare un classico natalizio per ragazzi.

  • Il diritto e la mente by: Di Nuovo Santo, Xibilia Arturo, 12,00

    L’incontro fra diritto e psicologia non è semplice, né facile. Il diritto è una scienza prescrittiva, legata al mantenimento e ripristino dell’ordine e della sicurezza sociale e basata su norme e procedure all’interno delle quali gli spazi per la soggettività sono ridotti e ben definiti. Invece la psicologia è una scienza descrittivo-applicativa, che mira a comprendere i fenomeni e a programmarne i cambiamenti partendo proprio dalla soggettività degli attori sociali. Il diritto tende alla certezza della decisione e usa una logica di causalità lineare, la psicologia introduce la logica della probabilità e si basa su una epistemologia di multi-determinazione e di causalità circolare. Non sempre questi mondi si incontrano sul piano teorico ed epistemologico, pur dovendo convivere e arrivare a dei compromessi nelle aule giudiziarie. Perché questa convivenza sia proficua, occorre anzitutto che ognuna delle due scienze conosca – almeno nelle linee essenziali – i principi e i meccanismi dell’altra. Il libro vuole essere una introduzione al complesso rapporto fra il diritto  e la psicologia, che proprio delle menti in interazione sociale fa l’oggetto centrale di studio e di applicazione.

  • Il maestro e la bildung chassidica: ebraismo ed educazione by: Salmeri Stefano 10,00

    È possibile e lecito immaginare la costruzione di un nuovo umanesimo in un’epoca, come quella attuale, caratterizzata da un galoppante revanscismo neorazzista e dalla deriva valoriale? Stefano Salmeri risponde di sì e propone di rifarsi alla Bildung ebraico-chassidica per costruire una società nella quale Verità, Giustizia e Pace saranno i principi fondamentali e in cui il maestro/profeta/tsaddiq sarà guida, esempio e attore/artefice militante in vista della rigenerazione di tutti e di ciascuno. La tradizione ebraico-chassidica, non più presente nell’Europa Orientale dopo la tragedia della Shoah, vive ancora nella testimonianza e nella ricostruzione che ci hanno consegnato pensatori come Buber e Scholem, ma anche scrittori e filosofi come Kafka, Benjamin, Lévinas, Derrida, Rosenzweig. A questi interpreti il volume fa riferimento per tentare di restituire e di presentare al dibattito pedagogico italiano una epistemologia educativa, ermeneuticamente orientata, i cui assunti teoretici appaiono non solo attuali, ma addirittura vitali e rivitalizzanti per la messa in opera di una sincera e problematicamente aperta pedagogia.

  • Una dimora settecentesca a Catania

    VOLUME A COLORI CON OLTRE 200 FOTOGRAFIE

    A MAGGIO IN LIBRERIA

    Il Palazzo dei Principi di Biscari by: Costanzo Roberto 25,00

    Il Palazzo dei Principi di Biscari è, assieme al Convento dei Benedettini di San Nicolò l’Arena, l’edificio più importante e noto dell’architettura settecentesca a Catania.

    La sua facciata a meridione, con i finestroni della terrazza a mare ricca- mente decorati, danno il benvenuto a chiunque giunga in città dal porto.

    Il Palazzo – ricco di opere d’arte e di storia – è meta quotidiana di turisti e scolaresche (oltre 10 mila visite annue) che in quelle stanze respirano l’aria di una nobiltà lungimirante e filantropa che nel passato è stata determinante per la rinascita e lo sviluppo della città, soprattutto dopo il terremoto del XVII secolo.

  • Il segreto di Cybernella by: Benadusi Mara 14,00

    Questo libro è un appassionato viaggio retrospettivo dentro la scuola, un viaggio a ritroso in cui le memorie dell’antropologa si intessono con i racconti di bambini, genitori, insegnanti, operatori sociali, impegnati a dare senso, in forme narrative e pragmatiche, all’«integrazione educativa». I dialoghi, gli avvenimenti e le scene di vita tra i banchi diventano un’occasione per specchiarsi e riflettere insieme sul mondo quotidiano della scuola, in una fase in cui in Italia si cominciava a sperimentare, come su un difficile banco di prova, il «paradigma interculturale». L’autrice restituisce, nella loro irrisolta frammentarietà, i vissuti, i dubbi e i desideri che animavano un circolo didattico periferico nel VI Municipio di Roma, nei primi anni di questo secolo, tra il 2000 e il 2001, e li reinterpreta alla luce degli scombussolamenti oggi in atto nel mondo della scuola. Ne emerge un affresco problematico delle dinamiche performative e simboliche che si attivano quando insegnanti, famiglie, educatori si confrontano con la governance dell’accoglienza per far fronte alla scolarizzazione di alunni «immigrati» e «rom».