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  • L’elemento onomastico e lessicale di origine germanica nella Dichiarazione di Arbroath (1320) by: Di Clemente Valeria 10,00

    La lettera che i nobili di Scozia inviarono a papa Giovanni XXII nella primavera del 1320 rappresenta uno dei monumenti della storia scozzese medievale. Il suo contenuto, en gros, è conosciuto: una decisa protesta rispetto alle mire di un vicino troppo (pre)potente e la volontà di autodeterminarsi, anche vivendo in un piccolo paese ed essendo privi di grandi risorse, tramite la scelta di un re adeguato alle esigenze della communitas. Al di là del contenuto vulgato, tuttavia, si tratta di un documento diplomatico di grande finezza retorico-stilistica, impregnato di cultura religiosa e letteraria. Nel presente studio si analizza la Dichiarazione di Arbroath attraverso un’indagine etimologica e storico-linguistica dei nomi e cognomi dei firmatari e di alcuni elementi lessicali contenuti nel testo della lettera: essi rivelano aspetti significativi del complesso e stratificato influsso culturale e linguistico di origine germanica che, nel corso del Medioevo, ha grandemente contribuito alla costituzione dell’identità scozzese.

  • Un romanzo che ha la struttura e il linguaggio dei grandi capolavori letterari senza tempo.

    L’utopia dei piccoli fuochi by: Nicolosi Luigi 20,00

    Il romanzo narra le vicende di una piccola comunità di uomini e donne che vi- vono in una palazzina di mattoni rossi a Catania.

    La storia sviluppa in due tempi: prima della seconda guerra mondiale e dopo, fino ai nostri giorni e con una scrittura ritmata come fosse la sceneggiatura di un film ci porta dentro le atrocità degli eventi bellici prima, e nella speranza del boom economico poi.

    La grande figura di un medico, segnerà lo spartiacque tra il giusto e l’ingiusto, tra il bene e il male per tutti i personaggi della storia, che, ciascuno con le proprie debolezze o virtù, scriveranno un pezzetto della Storia di una Sicilia in trasformazione.

  • La cucina del Signor Giardini by: Ferrari Nicola 10,00

    Le creazioni gastronomiche del cuoco Giardini, secondo il racconto di Balzac, vivono una profonda, contraddittoria, tensione: tra l’idea (la ricetta, sublime) e la realizzazione (il piatto, invalutabile). Il cuoco Giardini non avrebbe avuto niente a che vedere con la musica come l’aveva concepita la severa riflessione teologica di un Agostino (una questione di modus, di misura, ordine e ragione). Ma avrebbe potuto riconoscersi nella definizione, che ne proponeva il visionario compositore novecentesco Charles Ives: l’arte di esprimersi in maniera stravagante (quindi: un discorso di ineffabilità, fallimenti e sentimenti – una partecipazione emozionale e una reazione estrema alla complessità caotica del Mondo). La profonda rivoluzione di significato – la mutazione paradigmatica della cucina del signor Giardini – nella quale si possono raccontare avventura e destino della tradizione musicale dell’occidente, giunge a maturazione nel Romanticismo. Ma questa nuova musica della modernità non si scopre nelle sale da concerto o sui palcoscenici teatrali. È fatta tutta di parole. Immaginata e costruita nelle pagine dei romanzi europei (da Hofmann a Proust, da Georges Sand a Thomas Mann). È una superba invenzione letteraria, che, forse, la realtà (incarnata in tre secoli di autori e opere) non ha potuto, generosamente, che imitare.

  • LA PAROLA, IL POTERE, LA RECLUSIONE, LA BEFFA by: Traina Giuseppe 13,00

    Il volume contiene quattro studi dedicati ad autori fiorentini vissuti fra il Due e il Cinquecento, diversi per generi letterari e codici comunicativi. Le opere studiate, però, hanno in comune un’analisi raffinata dei meccanismi che regolano i rapporti di potere tra gli individui. L’autore ha analizzato tali rapporti sia nell’ambito del microcosmo familiare (tanto in un capolavoro conclamato, come il Decameron, quanto in un’opera apparentemente “minore”, come l’Aridosia) sia nell’ambito delle relazioni interpersonali in genere: che si tratti del rapporto tra l’Ulisse dantesco e i suoi marinai nel celeberrimo canto XXVI dell’Inferno o che si tratti del rapporto assai ambivalente che s’instaura tra beffatore e beffato in un testo splendido come La novella del Grasso legnaiuolo.

  • Le espressioni di religiosità popolare della Settimana Santa in Sicilia by: Plumari Angelo 25,00

    Questa pubblicazione è il punto di arrivo di un ampio lavoro di ricerca sulle tradizioni popolari della Settimana Santa in Sicilia. La “drammaturgia sacra” con le sue articolazioni, dal punto di vista espressivo del linguaggio rituale, si pone in questo studio come chiave ermeneutica e orizzonte complessivo della realtà presa in esame. Essa, espressa dalla cosiddetta “religiosità/pietà popolare”, è la manifestazione del linguaggio rituale popolare che si attua, sia nelle chiese come nelle strade e nelle piazze, in occasione delle feste religiose cristiane e qui nello specifico della Settimana Santa. Partendo dall’approccio deduttivo della realtà rilevata, e facendo tesoro della grande mole di dati raccolti, ne è scaturito un impianto schematico diviso in tre parti. Nella prima, di carattere introduttivo, si evidenziano alcuni temi ed espressioni che costituiscono lo scenario complessivo e costitutivo attraverso il quale si può fare una lettura più puntuale delle tradizioni di questa Settimana. La seconda è di carattere descrittivo/analitico e riguarda lo studio strutturale dei singoli giorni della Settimana. Nella terza, di carattere conclusivo, viene fatta una rilettura complessiva utilizzando due “orizzonti”: quello storico, in cui si rintracciano le origini e le varie fasi di sviluppo delle tradizioni nel contesto della storia dell’espressione religiosa popolare nell’ambito del Cristianesimo occidentale; quello teologico, in cui si individuano quelle che sono le tematiche e le peculiarità complessive e specifiche dei singoli giorni che sottostanno alla Settimana Santa in Sicilia.

  • IN LIBRERIA DA APRILE

    Per l’accuratezza della ricerca storica, l’originalità del soggetto e l’ironia, il romanzo si rivela avvincente e coinvolgente.

    Simonetta Agnello Hornby

     

    Le lacrime delle signore by: Bellomo Manlio 15,00

    Il 14 novembre del 1593 alcune carrozze arrancano per la sconnessa strada che conduce a un isolato paese della Sicilia interna. Sulle carrozze viaggiano il vescovo La Calza e il Capitano di Giustizia Marescalco. Circola la voce che i due dignitari debbano indagare sull’eccessivo fervore alla lussuria del paese, e perciò ad adulterii e sfrenatezze.

    Il peccato è anche reato per le leggi del tempo, e può portare alla pena di morte. Per la Chiesa, la Corona e la Santa Inquisizione le lacrime versate dalle mogli al momento della morte del marito sono indizio di innocenza mentre quelle per uno sconosciuto sono indizio di consumato adulterio. Una nobildonna del posto è sospettata di adulterio per una questione di lacrime versate a sproposito. Toccherà al parroco del luogo, don Filippo La Ferla – che per la sua parte è serenamente dedito ai piaceri della carne – difendere la donna utilizzando raffinati strumenti del diritto. Quel che segue è grottesco.

  • Le nevrosi sul sofà by: Strazzuso Marcella 15,00

    Alfredo Traversa è uno psicoanalista sui generis, sottile e sognatore che si confronta con le nevrosi della gente. Dal suo sofà passano personaggi che hanno paura dei ragni o dei temporali. C’è chi odia la sorella e chi crede di aver incontrato gli extraterrestri o una sirena… A fargli da spalla è Veronica, un’amica di cui è innamorato e che spesso si ritrova coinvolta in situazioni imprevedibili e divertenti. Un coro di voci prende corpo nello studio del dottore, ma anche fuori di esso, negli spazi della quotidianità, in situazioni in cui Alfredo e Veronica si trovano, di volta in volta, alle prese con i fornelli, a teatro per assistere a uno spettacolo multietnico, a cena in un ristorante sul mare, in visita all’orto botanico. Un gioco narrativo nel quale i casi della vita, allo stesso modo dei casi clinici, svelano i paradossi che si nascondono dietro la normalità. Una umanità varia, simpaticamente bizzarra, osservata con partecipe ironia.

  • Le sottrazioni by: Brugnone Carlo 20,00

    Era il 9 maggio 1978 quando le Brigate Rosse fecero ritro- vare il cadavere di Aldo Moro nel cofano di una Renault 4 rossa in via Caetani a Roma. Quell’assassinio fu il punto di svolta nella lotta al terrorismo.

    Anche per i protagonisti del romanzo di Carlo Brugnone, il 9 maggio 1978 è un giorno di svolta. In un un’arco temporale che va da quella data e quelle vicende fino al 2013, vengono narrate le vite di due generazioni di due famiglie diverse, le cui storie si sono incrociate luttosamente nel passato e si rin- contrano casualmente nel presente.

    Un omicidio terroristico e una negazione di paternità sono i due fatti principali da cui la vicenda prende le mosse. Due sono anche i piani della narrazione: quello pubblico e quello privato, la Grande Storia e le storie minime dei personaggi – con la prima che continuamente fa da sfondo e, spesso, interferisce con le seconde, ora indirizzandole ora sconvolgendole.

    CARTA: naturale prodotta dagli scarti della produzione agroindustriale degli agrumi.

    Il titolo vuole sintetizzare le conseguenze che le azioni dei vari personaggi hanno finito per avere sulle loro vite: sottrazioni di paternità, di maternità, di amore, di felicità, di libertà, di verità, di sogni e di illusioni, di vite proprie e altrui.

  • Lezioni di pace by: Salmeri Stefano 10,00

    Nella prospettiva di una pedagogia libertaria e liberatrice, Aldo Capitini, laico-profeta ed eretico-religioso, appare sicuramente un intellettuale ancora oggi centrale ed innovatore per l’attuazione di un’autentica educazione alla nonviolenza. Pensatore antidogmatico, problematico e problematicista, Aldo Capitini, con la sua concezione aperta del fare educazione offre stimoli e spunti di riflessione vivi e fecondi. L’apertura, infatti, in pedagogia è ricerca e sperimentazione continue, non in un asettico ed astratto spazio/limbo metafisico e/o ontologico, ma come incedere sul terreno infinito ed accidentato del possibile, che nella e attraverso l’esperienza, la relazione e il dialogo si invera o viene smentita. Il profetismo di Aldo Capitini, allora, diventa paradigma di un costante e perenne ricercare, di un anelito alla perfezione e di un tentativo di dare compimento e compiutezza all’eticità, non prevedendo sconti e/o giustificazioni, né nel presente, né nel futuro. Quello di Capitini è un messaggio di fratellanza e di pacificazione, un messaggio/afflato di incontro e di dialogo cosmico.

  • Manoscritti inediti del Settecento e note di storiografia leonfortese by: Nigrelli Giuseppe 10,00

    Tra le carte dei Branciforti che si trovano nell’archivio privato dei principi di Trabia, ora depositato presso l’Archivio di Stato di Palermo, si trova un manoscritto del secolo XVIII di complessivi 99 fogli che costituisce una “storica” Storia di Leonforte, la prima che sia stata tracciata sulla città di Nicolò Placido Branciforti. Questo volume, frutto di uno studio certosino del manoscritto, mira a fornire materiale di prima mano a quanti vogliono indagare con strumenti adeguati sul passato della città. Il lavoro del La Marca è stato integrato con un altro inedito, l’Historia di Castrogiovanni di Frà Giovanni de’ Cappuccini, del 1740, nelle parti dove tratta di Leonforte. Chiude infine il volume una preziosa appendice critica sull’Orto Botanico di Leonforte.