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  • Un re di denari by: Bellomo Manlio 14,00

    “Mio caro don Filippo La Ferla, in linea generale è legittima la vostra curiosità. Il Real Patrimonio non avrebbe il diritto di visionare i conti delle chiese isolane. Dico in linea generale. Ma a Cala Xibet le cose si complicano assai. Colpa o merito di un sovrano venuto a morire proprio in questa città, in anni molto lontani. Perché qui, vi state chiedendo? Perché fu preso da febbre invasiva mentre viaggiava da Catania a Palermo, e per lasciargli il tempo di guarire, o di morire in pace, il corteo regio lo portò a questo colle, nella speranza che il sovrano guarisse o morisse, secondo il punto di vista di chi lo voleva vivo o morto. Eravamo nell’anno 1342, in agosto, grande caldo. Il sovrano era Pietro II d’Aragona. Una convinzione di lunga durata, e perciò autorevole, vuole che il re, giunto all’estremo della vita, abbia costituito una Cappella presso le Chiese Matrici, la stessa che oggi chiamiamo Cappella Palatina a riflesso del Palatium regio. Per costituirla l’avrebbe riccamente dotata, di denaro o di beni immobili, come è prescritto per legge canonica. Se di denaro, nessuno sa di quale misura. Potrebbe essere molto o poco, sebbene sia presumibile che un sovrano, per decoro e per decenza, non sia avaro, specie in punto di morte, quando è prudente tentare la vie celesti superiori, il Paradiso o almeno il Purgatorio”.
    Ma, alla fine del Cinquecento possiamo scoprire, dopo tanto tempo, chi prese in consegna le monete del re? E chi le ha tenute nascoste? E il tesoro esiste ancora? O si è perduto per umana ingordigia e ambizione o per svagata o dolosa amministrazione? Sono passati  due secoli e mezzo. Possiamo ritrovarle?Don Filippo La Ferla, da parroco intraprendente, accetta di tentare l’avventura. Prova e riprova, e coglie ogni occasione. Gli girano attorno, ad aiutarlo o ad infastidirlo, signore distinte e bene educate. Hanno ambigui comportamenti o sono allusivamente disponibili. Lui, indifeso, se ne compiace, e serenamente rispetta le leggi di natura.I denari del re? Egli spera di trovarli. Ha fantasia sufficiente per impiegarli secondo coscienza.

  • Una bugia by: Stoppa Alfredo 18,00

    Novembre 1999, un giornalista sale in un paese avvinghiato ai monti. Deve parlare con un vecchio partigiano, uno degli ultimi testimoni di un passato doloroso. Saprà l’uomo fugare un dubbio che lo tormenta? Quella terra di morte e di utopie, di verità e di bugie nasconde un mistero. Tra le vie di un paese, tra i tavoli di un’osteria per rincorrere una risposta. Arduo ottenerla, perché gli uomini che hanno vissuto o subito la guerra la fuggono. La guerra ha un cattivo odore.

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  • Una bugia by: Stoppa Alfredo 4,99

    Novembre 1999, un giornalista sale in un paese avvinghiato ai monti. Deve parlare con un vecchio partigiano, uno degli ultimi testimoni di un passato doloroso. Saprà l’uomo fugare un dubbio che lo tormenta? Quella terra di morte e di utopie, di verità e di bugie nasconde un mistero. Tra le vie di un paese, tra i tavoli di un’osteria per rincorrere una risposta. Arduo ottenerla, perché gli uomini che hanno vissuto o subito la guerra la fuggono. La guerra ha un cattivo odore.

  • Versi da lontano by: Aziz Fuad 12,00

    Fuad Aziz, illustratore e scrittore per ragazzi, curdo ma vive e opera in Italia da diversi decenni e non ha mai dimenticato le sue origini. Questo raffinatissimo, piccolo libro di versi (in italiano e francese) testimonia il legame profondo che lo unisce alla sua terra. La dedica “alle Peshmerga curde” è già indicativa dell’atmosfera che impregna ogni verso: guerra e speranza di un futuro di libertà e amore.

    Diciassette poesie per incontrare il popolo curdo, la sua lotta contro le oppressioni. Ma anche la difesa di un’identità che troppo spesso la politica internazionale ha finto di dimenticare e il carattere forte delle donne curde combattenti.

    “Cammina insieme a me, / attraversiamo le strade, le città, / le guerre e la tristezza./ Alla fine troveremo la luce”.