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    Bellomo Manlio

ISBN: 978-88-97085-69-0
Categoria:

Un re di denari

di: Bellomo Manlio

“Mio caro don Filippo La Ferla, in linea generale è legittima la vostra curiosità. Il Real Patrimonio non avrebbe il diritto di visionare i conti delle chiese isolane. Dico in linea generale. Ma a Cala Xibet le cose si complicano assai. Colpa o merito di un sovrano venuto a morire proprio in questa città, in […]

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Ha insegnato storia del diritto nelle Università di Messina e Catania. È autore di oltre 200 pubblicazioni di storia del diritto molti dei quali adottati in numerosi atenei italiani. Ha pubblicato romanzi con Sellerio ed Euno Edizioni.

Libri diBellomo Manlio
Riguardo questo libro
Panoramica

“Mio caro don Filippo La Ferla, in linea generale è legittima la vostra curiosità. Il Real Patrimonio non avrebbe il diritto di visionare i conti delle chiese isolane. Dico in linea generale. Ma a Cala Xibet le cose si complicano assai. Colpa o merito di un sovrano venuto a morire proprio in questa città, in anni molto lontani. Perché qui, vi state chiedendo? Perché fu preso da febbre invasiva mentre viaggiava da Catania a Palermo, e per lasciargli il tempo di guarire, o di morire in pace, il corteo regio lo portò a questo colle, nella speranza che il sovrano guarisse o morisse, secondo il punto di vista di chi lo voleva vivo o morto. Eravamo nell’anno 1342, in agosto, grande caldo. Il sovrano era Pietro II d’Aragona. Una convinzione di lunga durata, e perciò autorevole, vuole che il re, giunto all’estremo della vita, abbia costituito una Cappella presso le Chiese Matrici, la stessa che oggi chiamiamo Cappella Palatina a riflesso del Palatium regio. Per costituirla l’avrebbe riccamente dotata, di denaro o di beni immobili, come è prescritto per legge canonica. Se di denaro, nessuno sa di quale misura. Potrebbe essere molto o poco, sebbene sia presumibile che un sovrano, per decoro e per decenza, non sia avaro, specie in punto di morte, quando è prudente tentare la vie celesti superiori, il Paradiso o almeno il Purgatorio”.
Ma, alla fine del Cinquecento possiamo scoprire, dopo tanto tempo, chi prese in consegna le monete del re? E chi le ha tenute nascoste? E il tesoro esiste ancora? O si è perduto per umana ingordigia e ambizione o per svagata o dolosa amministrazione? Sono passati  due secoli e mezzo. Possiamo ritrovarle?Don Filippo La Ferla, da parroco intraprendente, accetta di tentare l’avventura. Prova e riprova, e coglie ogni occasione. Gli girano attorno, ad aiutarlo o ad infastidirlo, signore distinte e bene educate. Hanno ambigui comportamenti o sono allusivamente disponibili. Lui, indifeso, se ne compiace, e serenamente rispetta le leggi di natura.I denari del re? Egli spera di trovarli. Ha fantasia sufficiente per impiegarli secondo coscienza.

Dettagli

ISBN: 978-88-97085-69-0
Publisher: Euno Edizioni
Publish Data: 212
Page Count: 232

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