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Se il dantismo degli ultimi decenni si è orientato verso la restituzione di un Dante medievale in quanto teologo, filosofo e moralista, non sono mancate ricerche specificamente incentrate sugli aspetti mistico-devozionali della sua opera. In questa direzione è isolabile una linea d’indagine – suggestiva e molto feconda – che ha restituito la figura di un Dante profeta o poeta-profeta e l’immagine di un poema, la Divina Commedia, da ripensare come opera integralmente profetica. Analizzando sotto questa luce l’intera opera del poeta, l’autore ha proposto nei suoi molteplici scritti di argomento dantesco una lettura della Commedia come narrazione, nella forma dell’allegoria poetica, di una conoscenza d’eccezione – culminante nel raptus sul modello paolino –, largita a Dante per la sua personale salvazione e funzionale alla missione in questa conferitagli di illuminare gli uomini del suo tempo. In questa prospettiva, i primi due canti dell’Inferno sono ampiamente analizzati nella loro singola funzione e nel loro interno rapporto come rappresentazione delle condizioni soggettive e oggettive per l’avvio dell’itinerario del personaggio protagonista. Una lettura integrata da una specifica proposta interpretativa riguardante la profezia del Veltro.
Il presente lavoro esamina temi e figure della prima guerra di indipendenza scozzese (1296-1328) in una serie di testimonianze del XIV e XV secolo. Nelle prime quattro sezioni ci si concentra su personaggi storici significativi e sulla loro presenza in testi letterari ma anche nelle cronache e nei documenti ufficiali dell’epoca, mentre l’ultima parte analizza la presenza dell’elemento acquatico nel Bruce di John Barbour.
A cura di Nunzio Zago
Il presente volume si occupa, senza pretese di completezza ma in plurimi ambiti disciplinari (italianistica, francesistica, anglistica, germanistica), della funzione conoscitiva dell’ulissismo intellettuale dall’Ottocento a oggi. Si tratta di uno sguardo non corrivo sul mondo: sghembo, demistificante, un po’ da esule, un po’ da chierico vagante, a contatto con lingue e culture diverse anche se costretto, talvolta, nel perimetro di una stanza. Uno sguardo sempre animato da curiosità e irrequietezza, da una disposizione, magari solo immaginaria, alla “fuga”, a evadere da confini troppo angusti. Quella, insomma, del letterato più autentico.
Interventi di: Nunzio Zago | Andrea Manganaro | Antonio Sichera | Fernando Gioviale | Giuseppe Traina | Nicholas Brownlees | Massimo Sturiale | Michael O’Neill | Eleonora Sasso | Fabrizio Impellizzeri | Nella Arambasin | Marilia Marchetti | Alessandra Schininà | Gabriele C. Pfeiffer |
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