SAGGI (45)
  • Saggi su architettura e cosmopolitica

    A cura di Gianluca Burgio e Ramon Rispoli

    Le architetture non sono mere composizioni formali ma veri e propri dispositivi materiali: tecnologie capaci di operare, di produrre effetti concreti sul mondo. È questa una delle premesse fondamentali su cui si fonda il lavoro transdisciplinare di Andrés Jaque e del suo Office for Political Innovation, attivo tra Madrid e New York all’intersezione tra pratica progettuale, ricerca e diffusione culturale. Il lavoro di Andrés Jaque ha portato a una trasformazione radicale del modo in cui l’architettura viene intesa, comunicata e praticata. L’impatto è globale, sebbene particolarmente notevole nell’architettura spagnola. Attraverso la microstoria, il suo lavoro rivela architetture apparentemente omesse nelle storie dell’architettura, dei suoi archivi e delle sue piattaforme operative. Se le grandi storie si sono concentrate su opere, personaggi ed eventi che confermano il rapporto tra disciplina e strutture di potere, Jaque insiste sul protagonismo degli agenti, umani e non, che operano nella quotidianità e sono essenziali per comprendere la politica spaziale contemporanea.

  • Il libro è un racconto e uno strumento. La questione privacy, quella dei compiti a casa (le abbiamo viste tutti le gag di genitori che da sotto il tavolo o da dietro una porta davano suggerimenti al figlio interrogato). Ecco. Il rapporto genitore-insegnante. La questione, che così facilmente si presta all’ironia, è indiscutibilmente seria. E decisiva. I vantaggi e i rischi della DAD. Focus su DAD e cyberbullismo: l’adolescente in lacrime davanti a uno schermo può essere figlia o sorella o nipote di ogni lettore. Nuovi spazi per hacker e bulli. Non più difficile, non meno devastante, del bullismo in presenza. Semplicemente: nuovo, diverso. E allora, pagina dopo pagina, l’Autrice cerca di scovare e indagare gli aspetti positivi e negativi di queste nuove forme d’apprendimento. Nuove forme che dobbiamo imparare.

  • VOCI DEL TERRITORIO IN TRADUZIONE AUDIOVISIVA

    2 VOLUMI IN COFANETTO

    I due volumi raccolgono gli Atti di un importante Convegno Internazionale di studi, tenutosi presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue e letterature straniere di Ragusa Ibla il 19 e 20 ottobre 2017 e dedicato al tema “Ragusa e Montalbano: voci del territorio in traduzione audiovisiva”. I numerosi relatori intervenuti, provenienti da università italiane e straniere, si sono soffermati su tre aspetti del tema in questione: le ricadute turistiche ed economiche che la fiction televisiva girata da Alberto Sironi e interpretata da Luca Zingaretti ha avuto sul territorio ibleo, e su Ragusa in particolare; le specificità della scrittura di Andrea Camilleri nei “gialli” che hanno il commissario Montalbano come protagonista, anche in rapporto alla tradizione del romanzo poliziesco italiano; le difficili scelte compiute dai traduttori inglesi, francesi, tedeschi e spagnoli della serie tv italiana in termini di doppiaggio o di sottotitolaggio.

  • Traduzione, Note e Cura di Ruzena Halova

    Il volume raccoglie cinque discorsi – inediti in Italia nella forma in cui appaiono in queste pagine – tenuti da Václav Havel in diverse città europee nella seconda metà degli anni Novanta, periodo durante il quale il Presidente Ceco rappresentò un saldissimo punto di riferimento e, facendosi espressione delle attese, dell’entusiasmo, di un potente senso di rinascita e di partecipazione civile, divenne un simbolo per milioni di cittadini cechi ed europei e per una intera generazione di giovani cechi. Per questo motivo fare una selezione dei suoi discorsi presidenziali di quegli anni non è stata impresa facile. La presente raccolta è stata pensata con sensibilità e riguardo nei confronti di quelli che Havel considerò i temi chiave del suo pensiero in generale e dal punto di vista politico. I cinque discorsi presidenziali qui raccolti toccano aspetti legati alla città o all’istituzione in cui sono stati pronunciati, eppure sono attraversati e legati insieme da un medesimo tema: l’Europa. Proprio in questi discorsi è evidente come Havel sia riuscito a cogliere con profondità di pensiero e in modo inusuale temi politici e strategici per eccellenza come la Nato, il destino dell’Europa, l’Unione Europea e i regimi totalitari. Sono riflessioni intorno all’idea di Europa, alle sue radici, alla ricchezza di culture che la abitano, al suo significato e al suo destino per la storia della cultura occidentale.

  • LA NARRAZIONE BIOGRAFICA E IL RUOLO DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI

    Perché nell’era digitale fatta di computer senza fili, tablet e smartphone intelligenti il binomio storia e web non è anacronistico? Quali sono le motivazioni di fondo che spingono milioni di utenti a digitare sui principali motori di ricerca per capire il passato e rileggere le biografie di uomini e donne che hanno determinato il corso degli eventi? Un sociologo e un giornalista indagano sul fenomeno della crescita d’interesse verso la storia e le biografie nell’era dei social network, del multitasking e della realtà aumentata. Ne emerge un quadro nuovo e originale. “Linkarsi alla storia” attraverso le biografie dei personaggi del Novecento è un modo per capire i contesti culturali e politici e a interrogarsi su quelle vite che si sono spese per il bene comune. Fare memoria rileggendo la storia diventa così la porta d’ingresso per “entrare in contatto”, per “farsi prossimi”, appunto per “linkarsi” con quanti hanno dato un contributo altissimo alla società riuscendo molto spesso a modificare, se non addirittura a cambiare, le sorti degli avvenimenti. Scorrendo le biografie si scopre come narrazione biografica e nuovi mezzi di comunicazione sociale hanno una funzione quasi terapeutica: quella di coinvolgere il lettore on line e off line nelle esistenze di chi con coraggio e umiltà ha donato alla comunità quei grandi valori di giustizia, di solidarietà, di carità e di bene comune che restano intramontabili.

  • DIARIO DI UN VIAGGIO NEI REGIMI TOTALITARI DELL’EST

    Un libro di memorie, quello di Annalia Guglielmi, nato quasi per caso. Un vero e proprio memoriale degli incontri fatti nell’Europa dell’Est segnata dalla cortina di ferro, nel periodo cruciale 1973-1989. Il risultato è notevole, al punto che non possiamo non essere grati all’autrice per la sua testimonianza e il suo racconto di quanto, in Occidente, era allora ignoto o pesantemente filtrato. Il libro è particolarmente utile oggi, in un’epoca in cui si rincorre il presente, per fare memoria del passato di un’Europa in cui, come testimonia la cronaca, la tentazione di erigere muri è sempre alta. Il volume si divide in due parti: la prima è il “diario di un viaggio” che attraversa un ventennio e tre grandi Paesi del centro Europa: Ungheria, Polonia, Cecoslovacchia; la seconda, invece, è una vera e propria preziosa “antologia di personaggi”, che l’autrice ha incontrato e intervistato nel corso degli anni.

  • SEDUTTIVITA’, EROTIZZAZIONE E DESIDERABILITA’ DEI CORPI

    I corpi che affollano la costruzione della società del narcisismo sono i corpi del lusso, della moda e dello sport. Corpi sensuali ed erotizzati che più di qualsiasi altro aspetto della vita sociale contribuiscono a far comprendere i cambiamenti, culturali e strutturali, avvenuti nella società contemporanea. Pendant di tutto ciò è una sorta di esplosione pornografica della bellezza, diffusa e ostentata, attraverso la divulgazione di immagini che spingono a una forte omologazione oggettivante del corpo maschile e femminile con conseguente affievolimento della mascolinità e della femminilità. L’autrice, analizzando la relazione tra la pubblicità e i consumi di lusso e di moda, da qualche tempo penetrati anche nel mondo sportivo, mediante specifiche categorie ermeneutiche individuate (lusso, potere, celebrazione dell’estetica del corpo nella moda e nello sport) mostra le influenze delle immagini pubblicitarie sui nuovi trend di consumo e sulle motivazioni al consumo. Il risultato è l’identificazione di tipologie di comportamenti che, ponendo nuovi stimoli a possibili riflessioni future, prospetta l’evolvere delle differenze tra tradizionali modelli di consumo e forme emergenti di consumo.

  • UN EXCURSUS SOCIOLOGICO

    L’errore può essere frutto di decisioni assurde, radicali e persistenti, o derivare da azioni razionali e configurarsi come una conseguenza imprevista e non voluta. Una cosa è certa, l’errore può avere delle cause oggettive, dovute alla situazione e soggettive, derivanti dalla fallibilità e finitezza della mente umana, tuttavia, la sua gravità dipende dai contesti socio-istituzionali e d’interdipendenza, nei quali evolve. L’errore può sortire degli esiti positivi perché contribuisce a rimettere in discussione i criteri standard delle linee-guida e funge da stimolo per nuove riflessioni sulle variabili impreviste che possono condizionare le decisioni. In questo caso l’errore è fecondo. In ambito sanitario, ad esempio, l’errore è dietro l’angolo e specialmente nelle fasi più critiche del processo decisionale il livello di affidabilità della sicurezza è spesso affidato alla capacità della corretta analisi e di un’equilibrata rappresentazione del problema. La difficoltà delle scelte decisionali innesca un complesso dibattito sull’introduzione, negli ambienti di alto rischio, di nuovi e più accurati meccanismi di valutazione e di controllo finalizzati alla riduzione delle variabili impreviste. Il trattamento del rischio clinico (Risk-Management) è un ambito che di recente si è arricchito di valenze deontologiche entrando a far parte degli interventi per il miglioramento degli standard di qualità nelle prestazioni sanitarie.

  • PILLOLE DI ECONOMIA E FINANZA FRA SOPRA E SOTTO DI NOI

    C’è spazio per un’economia giusta, solidale, basata sul rispetto del bene comune? E per una logica economica che preveda l’uomo come fine, e non come puro mezzo? Queste e altre domande – che emergono anche dalla lettura dell’enciclica di papa Francesco Laudato si’ – non andrebbero eluse, bensì affrontate, con il dovuto coraggio. La lettura dei Frammenti di un discorso economico di Gianni Caligaris ci può aiutare senz’altro in questa direzione.

  • Quando il  Catania, il 31 luglio 1993, subisce il tentativo di radiazione da parte della Figc, Michele  è un ragazzo di 17 anni, ultrà per vocazione, che fa già parte del direttivo della Falange d’Assalto. Appassionato di rock e immersioni, insieme agli amici del suo gruppo ha maturato una visione della curva e di come debba essere organizzato il tifo che, ben presto, lo porterà a staccarsi dal gruppo storico del tifo rossazzurro per fondare i Decisi. Negli anni della difficile risalita del Catania dai dilettanti, il gruppo di Michele impone la propria mentalità diventando il catalizzatore del rinnovato entusiasmo della tifoseria rossazzurra. Cori, coreografie, striscioni, organizzazione, presenza massiccia in trasferta, scontri violentissimi con le altre tifoserie e con la polizia, liti interne per il controllo della curva, la morte tragica di un membro del gruppo: tutte tappe di un’epopea che, a cavallo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio del 2000, porterà alla sua affermazione come capo di quella che, in tutti gli stadi e da tutte le tifoserie d’Italia, sarà conosciuta semplicemente come la Curva Nord del Catania.

  • Le dipendenze sono le patologie più rappresentative dell’epoca in cui viviamo, caratterizzata dalla frequenza con la quale una moltitudine di persone ingaggia un comportamento e uno stile di vita insani e distruttivi, con la convinzione paradossale che il contenuto e la modalità della propria dipendenza siano espressione della personale ricerca di libertà e benessere. L’autore del libro offre un approccio teorico e clinico originale alla complessità del problema delle varie forme di dipendenza, basato su due aspetti centrali sui quali si articola la trattazione: da una parte la descrizione dei tipi psicologici che definiscono differenti motivazioni e modalità di accostarsi alle esperienze additive, dall’altro l’approfondimento delle sub-personalità correlate alle varie forme di dipendenza. Lo scopo principale del libro è di offrire a terapeuti e operatori delle patologie da dipendenze uno strumento pratico che fa riferimento ai sette tipi umani individuati da Assagioli.

  • Un libro insolito: non è un racconto, né un saggio, né una raccolta di poesie. Potremmo definirlo “un viaggio”. Un viaggio nel percorso di vita dell’autore, una chiacchierata con un amico, che ti parla delle sue convinzioni, ti cita una poesia, ti racconta una commedia e quando ti annoia non si offende se non l’ascolti e vai avanti. Il filo conduttore c’è, ed è il lavoro interiore dell’autore attraverso la conoscenza e la pratica di oltre trent’anni della Psicosintesi di Assagioli e della sua meditazione, di come l’ha incontrata e chi gli ha fatto da maestro. Di tutto questo parlano sia gli scritti che i racconti, come anche la breve commedia. L’ordine di questi scritti non è casuale e il senso di quello che l’autore vuole esprimere è anche nella loro successione.