SAGGI (45)
  • Archetipo comunionale della Chiesa e della società. Per una lettura teologico-trinitaria del Concilio Vaticano II

    Il Concilio Vaticano II può essere considerato un concilio trinitario? Il presente volume tenta di rispondere a questo interrogativo attraverso un’attenta lettura teologica dei suoi principali documenti. La straordinaria lezione conciliare insegna che Dio non è un mistero irraggiungibile, ma è comunione di Persone che si rivela e si dona all’uomo per renderlo partecipe della sua stessa vita divina. L’intenzione dei Padri conciliari infatti è quella di mostrare il Dio di Gesù Cristo come orizzonte di senso dell’esistenza umana e fondamento ultimo delle relazioni interpersonali. La Chiesa – Familia Dei – si configura allora come icona della Trinità capace di delineare un nuovo modo di vivere l’ecclesialità, i cui segni distintivi sono la sinodalità, la condivisione e la fraternità.

    La Trinità by: Ferro Daniela 12,00
  • Riflessioni sulla malattia e la sofferenza

    “Quando la sofferenza bussa nella nostra vita personale, è tutta una ridda di interrogativi che si affollano e tumultuano nel cuore: perché proprio a me? perché la vita ha per me risvolti così infidi? perché Dio sembra accanirsi su di me?”. Con queste parole scarne ed essenziali Mons. Costanzo ci colloca nel mistero del dolore.

  • Questa gustosa vita del santo di Padova fu pubblicata per la prima volta nel 1985. L’autore, il filosofo siciliano scomparso nel 2008, ha lasciato che il santo raccontasse di sé liberamente, dall’inizio alla fine. Ne è venuto fuori un racconto dove l’espediente romanzesco si risolve a favore della veridicità o probabilità storica, lasciando affiorare di Antonio di Padova un’immagine interiore velata di autoironia. Leggere questa biografia appassiona come leggere un romanzo a metà tra l’epica e la storia, da cui traspare, però, pagina dopo pagina, una delle più grandi figure di santi di ogni tempo.

  • Una sera, mentre con alcuni amici si discuteva del più e del meno, ci accorgemmo che emergeva, quasi naturalmente, il desiderio di conoscere meglio e di più l’esperienza della nostra fede. Le risposte dei tempi del catechismo non riuscivano a soddisfare il bisogno. Intanto si accorciavano i giorni che mi separavano dalla partenza per Santiago de Compostela avendo come insolito compagno di viaggio padre Pietro Antonio.
    Questo libro si sviluppa durante il percorso verso Santiago, nasce dal desiderio di conoscere e dalla voglia di interrogare e interrogarsi. Chi intraprende un cammino occorre che si equipaggi per affrontare la fatica del percorso, attrezzandosi per reagire tempestivamente a ogni difficoltà preventivata o inaspettata. Le domande e le risposte nate dalla fatica di un cammino, vogliono essere – come scrive il giovane pellegrino – “un informarsi prima che certi eventi ti accadano”. Un “informarsi” per affrontare il non prevedibile cammino della fede.

  • Una riflessione teologico pastorale sulla vita parrocchiale

    Le parrocchie oggi appaiono, e spesso lo sono, come mortificate. Somigliano più ad “aborti di comunità di salvezza” che a robusti giovani desiderosi di portare fino in fondo gli impegni assunti nel loro giuramento di fedeltà a Cristo. E anche il sacerdozio dei preti appare come mortificato. Manca di un braccio. Assomiglia più al sacerdozio di Aronne che a quello di Cristo. Il problema che si pone è sulla vera completezza del sacerdozio. Nessun prete è sacerdote di Cristo se non permette di esserlo, a modo loro, a tutti quei battezzati che i documenti ufficiali chiamano christifideles laici. Spunta così il problema parrocchia. Problema non nuovo, ma che troppo spesso è stato vissuto con una mentalità arcaica di chi voleva il laico come una sorta di aiutante-volontario, una sorta di sagrestano aggiunto. Abbiamo bisogno di una parrocchia “nuova”, “altra”, in cui il prete riscopra le radici evangeliche del suo ministero, il legame profondo con quel Gesù che adempie le promesse dei profeti e annuncia la gioia che il regno di Dio è vicino, in mezzo agli uomini, sperimentabile. Una parrocchia in cui il singolo laico viva in modo “altro” la sua religiosità.

  • Una biografia laica di don Antonino La Giglia, parroco della parrocchia SS. Salvatore di Leonforte, in Sicilia. Il volume ripercorre la vita del sacerdote, dal suo arrivo negli anni Cinquanta alla fondazione della parrocchia alla edificazione della chiesa. Tra le righe, la sua l’attività di instancabile annunciatore del Vangelo attraverso l’utilizzo dei nuovi media che, negli anni, si andavano diffondendo, dal cinema alla radio.

  • Ricerca pilota interdisciplinare per prevenire e contrastare il traffico di esseri umani e la migrazione illegale
    Prefazione di Paolo De Nardis

    La ricerca Stop tratta! trova collocazione nella prima fase della Campagna Stop tratta – Qui si tratta di esseri/e umani, promossa dal VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo ONG e da Missioni Don Bosco Onlus nel 2015. Infatti, in linea con le azioni A, B e C della Fase 1 della Campagna Stop tratta, la prospettiva di analisi adottata dalla ricerca Stop tratta! risponde all’intento di dare visibilità all’esperienza migratoria di immigrati che rischiano di essere una “presenza invisibile”. Nello scenario italiano in cui dilaga una percezione negativa del fenomeno migratorio connotata anche da un «gap tra percezione e realtà» dell’immigrazione (Cesareo, 2018), il rischio della loro invisibilità trascenderebbe la dimensione fisica (ossia la reale quantificazione della loro presenza) per alimentarsi attraverso rappresentazioni sociali fondate su uno iato tra ciò che si pensa dell’esperienza migratoria (percezione) e l’esperienza migratoria vissuta dai protagonisti dei flussi migratori odierni (realtà).

  • Per motivi culturali, sociali, economici, politici e di lavoro, cresce in Italia l’interesse per la lingua araba sia da parte degli studenti universitari sia dei figli degli immigrati arabi. I libri di grammatica araba destinati agli italofoni si limitano a presentare le lettere dell’alfabeto in poche pagine lasciando ai docenti il problema di trovare il metodo efficace per raggiungere gli obiettivi e ai discenti la fatica e la difficoltà di imparare a leggere e a scrivere una lingua e una scrittura enormemente differente da quelle occidentali. Questo manuale – giunto alla sua sesta ristampa e adesso riproposto in una nuova edizione – è dedicato esclusivamente all’acquisizione delle abilità tecniche di lettura e di scrittura e risponde al bisogno che hanno gli studenti in Italia di raggiungere questi obiettivi, cioè le abilità di leggere e di scrivere correttamente sotto dettatura la lingua araba.

  • Il volume raccoglie gli interventi del seminario Incontrare i margini. Declinare l’educare con lo sguardo degli ultimi, svoltosi il 7 marzo 2012 presso l’Università degli Studi di Enna «Kore». Il paradigma della differenza in educazione rappresenta la chiave d’ingresso per decifrare la complessità, per interpretare l’alterità e per orientare la relazione nei termini problematicisticamente aperti dell’emancipazione critica e della coscientizzazione. Nello spirito di una pedagogia democratica, definita secondo i criteri di una nuova paideia, il corso di laurea di Scienze dell’educazione, nel solco delle iniziative promosse da cinque anni a questa parte, ha inteso offrire un nuovo contributo di riflessione per ribadire l’importanza, il valore e il significato di una pedagogia militante, che sappia sempre e comunque collocarsi dalla parte degli ultimi e svolga, inoltre, una funzione di demitizzazione/decostruzione/decriptazione per smascherare le logiche dei poteri forti della politica e dell’economia e di qualsiasi altro sistema oligarchico, corporativo e/o lobbistico. Muovendosi nell’ottica che interpreta la democrazia come tutela dei più deboli, delle minoranze e dei marginali, il volume tenta di proporre itinerari per ripensare e ridefinire il pedagogico e l’educativo con l’occhio della differenza per tracciare nuovi orizzonti ermeneutici e individuare nuovi approdi euristici in grado di attivare processi di negoziazione tra teoria e prassi educativa.

  • È possibile e lecito immaginare la costruzione di un nuovo umanesimo in un’epoca, come quella attuale, caratterizzata da un galoppante revanscismo neorazzista e dalla deriva valoriale? Stefano Salmeri risponde di sì e propone di rifarsi alla Bildung ebraico-chassidica per costruire una società nella quale Verità, Giustizia e Pace saranno i principi fondamentali e in cui il maestro/profeta/tsaddiq sarà guida, esempio e attore/artefice militante in vista della rigenerazione di tutti e di ciascuno. La tradizione ebraico-chassidica, non più presente nell’Europa Orientale dopo la tragedia della Shoah, vive ancora nella testimonianza e nella ricostruzione che ci hanno consegnato pensatori come Buber e Scholem, ma anche scrittori e filosofi come Kafka, Benjamin, Lévinas, Derrida, Rosenzweig. A questi interpreti il volume fa riferimento per tentare di restituire e di presentare al dibattito pedagogico italiano una epistemologia educativa, ermeneuticamente orientata, i cui assunti teoretici appaiono non solo attuali, ma addirittura vitali e rivitalizzanti per la messa in opera di una sincera e problematicamente aperta pedagogia.

  • La differenza in educazione è la cifra indispensabile e il valore aggiunto per costruire la relazione secondo i criteri di una nuova paideia che ambisce a diventare prassi e teoria criticamente emancipatrice. In una prospettiva aperta e democratica si cerca di presentare in questo lavoro una riflessione pedagogica che si propone di offrire un approccio convergente e divergente del pensiero e che intende fornire risposte problematiche e non dogmatiche agli effettivi e reali bisogni formativi di ogni singolo allievo in situazione di differenza per cultura, per appartenenza sociale, per status economico, per disabilità e per identità sessuale. L’attenzione alla singolarità e alle sue peculiarità, il riconoscimento e il rispetto dell’alterità, il senso della responsabilità assoluta nella relazione educativa e nell’agire quotidiano, la dimensione etica, la ricerca incessante del meglio, la necessità di immaginare e di costruire una società e un mondo sempre più a misura d’uomo costituiscono le direttrici fondamentali del volume, che, non pretendendo di essere esaustivo, si propone però di lanciare alcune provocazioni per spingere a ripensare l’educativo in un’ottica problematica e critica: un’educazione che come nuova paideia intenda essere pratica dell’integrazione e teoresi dell’inclusione secondo le logiche di un mutuo scambio, nel quale, in un dialogo permanente dettato da una reciprocità concretamente vissuta, ognuno è incessantemente centro e periferia a seconda delle esigenze, ma mai marginale e/o diverso/escluso/discriminato.