• Le varie storie, che non presentano una collocazione temporale ben definita, hanno in comune un unico obiettivo: chiarire il comportamento di una persona davanti a un mondo non disegnato su misura, ma che, volenti o no, è toccato loro in sorte. Così ci si imbatte, nel dipanarsi delle pagine, nell’inquietante, tenero dialogo fra un uomo e un bambino davanti a un mare carico di misteri; o scopriamo l’irriducibile volontà di un montanaro, sballottato dai suoi boschi ai campi di guerra, di scegliere come vivere e come morire; o seguiamo il balordo, surreale viaggio di un giovane a cavallo della sua Vespa lungo il Grande Fiume, là dove tutto inizia e dove tutto finisce. I racconti sono portati avanti con una scrittura che slitta con arte da toni crudi e amari a sfumature oniriche e ferocemente ironiche, in un’atmosfera dove sogno e realtà, poesia e viltà si sovrappongono e si materializzano anche grazie alla presenza, fugace ma intensa, di figure ora “conturbanti”, ora ridicole. Su tutto la natura, ostile o benevola, fa da cornice, spessa, alle labili vicende dell’uomo.