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  • L’écriture  Transpersonnelle

    Il volume – in lingua francese – analizza alcuni racconti transbiografici del XXI secolo scritti da autori provenienti dall’immigrazione mediterranea degli anni Sessanta. Ciò che accomuna concretamente Samuel Benchetrit, Carlos Batista e Laura Ulonati – che hanno chiaramente origini, vite e soprattutto percorsi professionali diversi – è il rapporto con l’esperienza post-migratoria, affrontata e percepita in modo distinto in relazione alla storia, all’ambiente e al contesto che li ha circondati. Dalla periferia del piccolo Bench di Samuel Benchetrit, alla scuola frequentata dal giovane Antonio Salgado di Carlos Batista, passando per il focolare familiare denso di ricordi e segreti di Ariane, descritto da Laura Ulonati, i nostri tre autori ci restituiscono un’immagine molto realistica dell’invisibilità e delle diverse difficoltà di integrazione nella Francia della post-migrazione. I loro romanzi, attraverso la memoria di esistenze ordinarie, fanno emergere una storia personale e collettiva rimasta nascosta nell’ombra delle case popolari, nelle squallide abitazioni cedute dai datori di lavoro o nei vecchi cassetti di una casa dove la polvere e il dolore di una storia mutilata si sovrappongono.
    Presentato sotto forma di un trittico, il volume mette in luce la prospettiva sociale e letteraria plurale dell’autosociofiction post-migratoria dell’area mediterranea francese, divisa tra rivendicazioni identitarie e sociali, processi di integrazione e, soprattutto, riconciliazioni con gli ambienti e i paesi d’origine.

  • Medea

    Médée, primo saggio del giovane Corneille nell’ambito della tragedia, quasi un lavoro preparatorio ai successivi Cid, Horace e Polyeucte, con i quali si imporrà quale indiscusso protagonista del Grand Siècle. Si è concordi nel riconoscere in Seneca la fonte principale della sua Médée, come egli stesso riconosce nell’Examen della tragedia. Tuttavia, contrariamente a Seneca, egli sfuma il lato demoniaco di Medea, restituendone l’immagine euripidea di sposa ferita, che solo sul finale acquisisce un lato mostruoso, benché le sue azioni vendicative appaiano più comprensibili agli occhi degli spettatori, dati gli intrighi iniqui di Giasone, sposo infedele, e dei sovrani di Corinto di cui è vittima. Giasone è la misera incarnazione della vanità e dell’orgoglio, e Creusa, figlia del re di Corinto, è così impertinente da chiedere, e quasi pretendere, la veste regale di Medea, dopo che ne è stato decretato l’esilio. Corneille riprende alcuni ingredienti spettacolari del teatro senechiano, rappresentando la morte dei sovrani di Corinto sulla scena, ma si astiene dal visualizzare l’infanticidio, sconveniente per il teatro delle bienséances, evocandolo, quasi sterilizzato, con soli quattro versi nel discorso ultimo di Medea a Giasone. Infine, un epilogo originale rispetto alla tradizione: un suicidio di una certa opacità, silenzioso e privo di qualsiasi solennità.

  • A proposito di Charlie

    UNA RIFLESSIONE OLTRE LA CRONACA
    I tragici fatti di Parigi del 7 gennaio 2015, con l’assalto omicida alla sede del settimanale satirico Charlie Hebdo ad opera di due integralisti islamici e la conseguente uccisione, tra gli altri, del suo direttore, di alcuni membri della redazione e di quattro vignettisti, hanno suscitato un’ondata internazionale di sdegno e mobilitazione. Nella carneficina fu coinvolto anche un poliziotto algerino di fede islamica. Due giorni dopo l’attentato un altro membro del commando cui la polizia dava la caccia, si asserragliò in un supermercato ebraico uccidendo altre cinque persone, tenendone in ostaggio almeno una decina. Questo libro intende proporre una riflessione che vada oltre la comprensibile e doverosa indignazione e ogni retorica commemorativa. Gli autori, da prospettive disciplinari differenti, cercano di indagare le condizioni simbolico-culturali, geopolitiche, religiose ed economiche che hanno determinato l’humus generativo di questo attentato e le sue possibili implicazioni.
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