• Con i contributi di: Maurizio Elia, Giuseppe Mineo, Guglielmo Trovato

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    Massimo Gaglio ha insegnato e vissuto a Catania, lontano dalle principali sedi di contestazione studentesca come Torino, Milano o Roma. Eppure, nel 1971, prima ancora della fondazione di “Medicina e potere”, esce per una piccola casa editrice un suo saggio destinato a far parlare di sé: Medicina e profitto, tesi di discussione per operai studenti e tecnici. Con un argomentare serrato e lucido il saggio smonta con eccezionale durezza l’intero sistema medico, dall’università alla pratica quotidiana, mostrandone la subalternità alla logica del capitale e la scelta del profitto come obiettivo principale. Non per nulla, Gaglio sceglie come lettori – oltre agli studenti – persone che la medicina del capitale la subiscono: operai e tecnici. Scelta che vogliamo riconfermare anche oggi con questa nuova edizione casualmente proposta in tempo di coronavirus, con alcuni interessanti contributi che aiutano a contestualizzare all’oggi il saggio di Gaglio.

  • Il volume, suddiviso in due parti, rielabora i contenuti di due conferenze presentate nell’ambito della seconda edizione delle Giornate Iblee della Germanistica (Struttura didattica speciale di Lingue e letterature straniere dell’Università di Catania, Ragusa Ibla, 23 maggio 2014). La prima parte raccoglie due saggi a carattere generale, sulla Fachliteratur medievale e sul contesto e gli esordi di una letteratura medica in area linguistica alto-tedesca tra VIII e XII secolo. Nella seconda parte si sviluppano i temi dell’interferenza tra medicina, cucina e dietetica e tra letteratura medica, traduzione e lessicografia bilingue.
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