• CRISI SOCIALI E SCIENZA DEL DIRITTO ALLE ORIGINI DELL’EUROPA MODERNA
    La società contemporanea è in crisi. È l’eredità del Novecento. Il diritto, non più garanzia di ordine, è vissuto spesso come strumento di potere o di guadagno. Torna in molti ambienti l’irrilevanza della volontà, perché la volontà è vincolata dallo status familiare. L’appartenenza al ceto può decidere della vita individuale. Si corre il rischio di tornare al mezzo millennio che seguì la fine dell’Impero romano, e di rivivere i secoli VI-XI. Il libro apre uno spiraglio. Ferma lo sguardo sulle categorie giuridiche nitidamente modellate nel secolo XII (furono ‘dogmi’, allora), per il coraggio di chi seppe opporsi al dominante ‘sistema feudale e signorile’. Fra tanti, i giuristi e il diritto vi ebbero parte decisiva. Per secoli è stata una partita vincente. Oggi si pone una domanda: servono le categorie giuridiche, rimodellate di epoca in epoca, per liberare l’uomo da obblighi involontari o casuali o arbitrari e per formare un ordine sociale condiviso?
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