I libri della settimana (31)
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  • Sicilia terra di dolore

    Il romanzo si svolge in una Sicilia aspra, arcaica, sospesa tra miseria e dignità, le vite scorrono dentro i catodi, casupole dove uomini e animali condividono lo stesso respiro. È qui che Sicilia terra di dolore prende forma: un romanzo corale, teso e profondamente umano. Pepè è tornato dalla guerra con qualcosa che gli altri non hanno: uno sguardo nuovo. E ora non riesce più ad accettare la rassegnazione che domina il suo paese. Attorno a lui, una comunità di contadini vive schiacciata dalla fatica, dai debiti, da promesse mai mantenute. Cola sogna il cambiamento attraverso l’unione e la politica; la zia Vanna teme solo una cosa: la sventura, sempre in agguato; lo zio Marco, è un concentrato di sapienza amara, che diffida di tutto e di tutti, tranne che della fatica. E Marù, silenziosa, osserva un mondo che sembra già deciso per lei. Tra assemblee improvvisate, tensioni sociali e una rabbia che cresce sottotraccia, il romanzo racconta il momento in cui la coscienza si accende e diventa pericolosa. Perché capire significa non poter più tornare indietro. Con una scrittura asciutta e viscerale, Garretto costruisce una Sicilia lontana da ogni folclore: una terra ferita, dove la povertà non è solo condizione materiale ma destino collettivo. E dove la domanda più urgente resta sempre la stessa: ribellarsi o sopravvivere?

  • Le dice niente?

    Il romanzo è ambientato in una Palermo presa tra storia contemporanea – talora futuribile – e mistero, dove si svolge la vicenda personale del magistrato Rosolino Pellerito. Incaricato di un’indagine sulla scomparsa di una bambina, il Pellerito viene coinvolto in una serie di accadimenti che gradatamente prendono i connotati di una sofferta agnizione della propria storia personale. Catapultato fuori dai binari in cui scorreva la sua vita, attraverso una serie di rivelazioni sempre provvisorie, in cui ciascuna spesso capovolge la precedente, e una serie di strani incontri collegati dal filo rosso della bambina scomparsa, Rosolino Pellerito giungerà a ricomporre il mosaico dimenticato della propria esistenza, un vissuto nutrito e sostanziato dai personaggi femminili che lo attraversano. Sospeso tra sogno e realtà, ma costruito con la concretezza di un sistema interno di rimandi precisi, la narrazione si snoda in un clima che da giallo si fa sempre più onirico e surreale, dove il fitto tessuto di riflessioni filosofiche e teologiche sul senso della vita, sul Bene e sul Male, si incarna nella vivida colloquialità dei dialoghi.

  • I giorni dopo Bologna

    Bologna 1977: si avvia a conclusione un decennio meraviglioso e terribile. Le rivolte studentesche del ’68 dalle piazze avevano proclamato l’immaginazione al potere, e nel 1978 l’assassinio di Aldo Moro da parte delle brigate rosse segna la fine di un ciclo di lotte, utopie, disillusioni, rinnovate speranze. Nell’estate i turisti stranieri cercano invano gli “indiani metropolitani”, immagine ingenua e suggestiva dell’ultimo movimento giovanile. Ma a marzo era stata battaglia, la città spaccata, la gente per bene e i partititi “costituzionali” da una parte e gli studenti dall’altra, con i loro bisogni e desideri forse un po’ irreali e il loro compagno ammazzato per davvero dalle pallottole della polizia. Lavinia racconta di questo e dei suoi vent’anni, la fatica e la gioia di vivere e il tentativo di capire, se stessa oltre i grandi movimenti di studenti, operai, donne. Forte di ricordi freschi e basandosi su una documentazione rigorosa dei fatti pubblici, l’autore iniziò a scrivere nei primi anni ’80 scegliendo il racconto in prima persona (ma, per “straniare” da un possibile effetto diario, da parte di una ragazza). Abbandonata tante volte, ripresa, riletta, corretta, completata quasi 40 anni dopo, esce questa storia, passata e attuale, alle radici del nostro presente.

  • Capitale culturale  e cambiamenti  comportamentali  pro-ambientali

    Questo volume presenta alcuni dei principali risultati del progetto intitolato “Cultural Capital and Pro-environmental Behavioural Changes”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo della ricerca è stato quello di esplorare l’interazione tra la partecipazione culturale, l’impegno civico e i comportamenti pro-ambientali a livello individuale, al fine di comprendere in che modo i fattori culturali e sociali contribuiscono a stimolare pratiche orientate alla sostenibilità, con particolare attenzione ai comportamenti, ai valori e alle motivazioni della vita quotidiana. Vengono presentati i due approcci diversi adottati per ottenere tali informazioni, ossia un questionario somministrato a un campione rappresentativo di consumatori italiani e un disegno sperimentale basato sulle narrative culturali, in grado di influenzare i meccanismi cognitivi che sottendono il comportamento collettivo.

    Quest’opera è distribuita con Licenza CC BY 4.0

  • L’écriture  Transpersonnelle

    Il volume – in lingua francese – analizza alcuni racconti transbiografici del XXI secolo scritti da autori provenienti dall’immigrazione mediterranea degli anni Sessanta. Ciò che accomuna concretamente Samuel Benchetrit, Carlos Batista e Laura Ulonati – che hanno chiaramente origini, vite e soprattutto percorsi professionali diversi – è il rapporto con l’esperienza post-migratoria, affrontata e percepita in modo distinto in relazione alla storia, all’ambiente e al contesto che li ha circondati. Dalla periferia del piccolo Bench di Samuel Benchetrit, alla scuola frequentata dal giovane Antonio Salgado di Carlos Batista, passando per il focolare familiare denso di ricordi e segreti di Ariane, descritto da Laura Ulonati, i nostri tre autori ci restituiscono un’immagine molto realistica dell’invisibilità e delle diverse difficoltà di integrazione nella Francia della post-migrazione. I loro romanzi, attraverso la memoria di esistenze ordinarie, fanno emergere una storia personale e collettiva rimasta nascosta nell’ombra delle case popolari, nelle squallide abitazioni cedute dai datori di lavoro o nei vecchi cassetti di una casa dove la polvere e il dolore di una storia mutilata si sovrappongono.
    Presentato sotto forma di un trittico, il volume mette in luce la prospettiva sociale e letteraria plurale dell’autosociofiction post-migratoria dell’area mediterranea francese, divisa tra rivendicazioni identitarie e sociali, processi di integrazione e, soprattutto, riconciliazioni con gli ambienti e i paesi d’origine.

  • Tourism Territorial Performance  and Sustainability: Data, Indicators,  and Policies for Italy

    DATARISE – Data for Tourism Analysis and Reporting for Information and Sustainability Enhancement

    This volume presents an analysis of the performance of the tourism sector for Italy at the territorial level, analyzing its sustainability and competitiveness. It discusses the central role of indicators in evaluating both the sustainability and resilience of the tourism industry, presenting theoretical frameworks and methodologies for building composite indicators based on both classic and machine learning approaches. It presents findings and discussion on policy implications from territorial indicators built from a variety of sources, namely those made available by public institutions on the web, ad-hoc data scraping, two original surveys on households and firms. The volume synthesizes and disseminates some of the main findings of the DATARISE project, financed to UKE – Kore University of Enna, Italy, under the GRINS project funded by the National Recovery and Resilience Plan (PNRR).

     

    Italiano

    Il presente volume offre un’analisi delle performance del settore turistico in Italia a livello territoriale, esaminandone la sostenibilità e la competitività. È discusso il ruolo centrale degli indicatori nella valutazione sia della sostenibilità che della resilienza dell’industria turistica, presentando quadri teorici e metodologie per la costruzione di indicatori compositi basati su approcci classici e di machine learning. Sono esposti i risultati e le riflessioni sulle implicazioni di policy delle analisi degli indicatori territoriali costruiti a partire da una varietà di fonti, quali quelli messi a disposizioni sul web da istituzioni pubbliche, i dati reperiti dal web attraverso tecniche di scraping, nonché due indagini originali su famiglie e imprese. Il volume sintetizza e diffonde alcuni dei principali risultati del progetto DATARISE, finanziato all’UKE – Università Kore di Enna, Italia, nell’ambito del progetto GRINS, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

  • Dai dati statistici ai processi generativi

    Sociologia del profondo incarnata, Large Language Models, analisi sociologica integrativa

    Il principio epistemologico fondamentale della sociologia del profondo incarnata consiste nella transizione dai dati statici ai processi generativi. La sociologia convenzionale è stata prevalentemente una scienza di stati, ha fotografato la società, descrivendo strutture o interpretando significati in un dato momento. La sociologia del profondo incarnata opera un cambio di paradigma fondamentale: il suo obiettivo non è descrivere gli stati sociali, ma spiegare i processi generativi che li producono.

  • Milocca

    Milocca è un brillante affresco di vita siciliana del secondo dopoguerra, tratteggiato con penna leggera e divertita, ma capace, al contempo, di introdursi nelle pieghe più profonde dell’animo umano e della storia di una comunità. La sua ambientazione è concreta e realistica: Leonforte, una cittadina dell’entroterra dell’isola, della quale sono ben riconoscibili le strade, gli edifici, le tradizioni e forse, per chi sia del luogo e abbia l’età giusta, pure certi personaggi. Ma qui Leonforte e la sua gente, senza perdere la loro identità né le peculiarità che le contraddistinguono, sono anche metafora di qualcosa di più grande che le trascende, di storie, situazioni e verità universali colte in un preciso momento storico: quello che segna il passaggio ineluttabile, ma non privo di incertezze e di traumi, fra due epoche, fra gli estremi strascichi di un mondo arcaico al tramonto e le spinte prepotenti di una problematica modernità.

    Milocca by: La Porta Salvo 18,00 

  • Annali 2024/17

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    INDICE ANNALI 17/2024

    1. Verga 2.0. Prospettive di ricerca a confronto
    – Angela Gigliola Drago: Sulla recentissima critica verghiana: note a margine di un convegno
    – Romano Luperini: Strategie narrative nell’ultimo capitolo del Mastro-don Gesualdo
    – Andrea Manganaro: La «terribilità» del realismo verghiano
    – Matteo Palumbo: Metamorfosi di una similitudine nella narrativa di Verga: l’ostrica
    – Gabriella Alfieri: Lo ‘scompiglio’ linguistico di Verga tra antidialettalità, agrammaticalità ed etnificazione
    – Riccardo Castellana: Oltre il fait divers: lettura antropologica de L’amante di Gramigna
    – Pasquale Guaragnella: In margine alla malattia e alla morte di don Gesualdo: suggestioni verghiane su Federico De Roberto autore de I Vicerè
    – Maria Dimauro: «Foggiare l’opera d’arte nella sua ultima forma». Capuana interprete di Verga

    2. Altri saggi
    – Elena Felicani: «Questo libro è vagabondaggio non solo di persone e di fantasie». Tessere inedite di lingua e cultura per la genesi dei Malavoglia e del Mastro-don Gesualdo nel fondo Torelli Viollier dell’Università di Milano
    – Anita Placenti: Giovanni Verga e i nipoti: una lettera inedita dello scrittore indirizzata a Giovannino
    – Simone Pettine: Verga e la tentazione del fantastico. Per una rilettura antimimetica de Le storie del castello di Trezza
    – Ilaria Muoio: Bozzetti e novelle per la Grande Guerra: tre scritti ritrovati di Verga, Capuana e De Roberto
    – Miryam Grasso: Per il Capuana ‘paesano’: testo e varianti della novella Lo Sciancato
    – Giorgio Longo: Nel ventre dell’atelier. Note sul volume di Olivier Lumbroso, Dans l’atelier d’Emile Zola, Paris, Hermann 2024

  • Controllo sociale ai tempi  dell’Homo biologicus

    Di che cosa si occupa e si preoccupa questo saggio? Esso contiene delle variazioni sul tema del controllo sociale e dei tentativi di Charles Wright Mills e di Niklas Luhmann di rifondare la sociologia, il primo ritornando ai classici del pensiero sociologico e promettendo una “mente di qualità” attraverso una profonda rimeditazione delle concezioni sul metodo, il secondo a partire dagli esperimenti della sociologia americana degli anni ’40-’50, poi abbandonati per ragioni ideologiche, di fondare una teoria generale dei sistemi. Tali variazioni sul tema sviluppano anche una fuga in avanti che implica l’abbandono, o quantomeno la ridefinizione, di concetti quali relazione, interazione, azione, status, ruolo, aspettativa, struttura sociale, ancora oggi largamente utilizzati dai sociologi italiani.

  • La «Competenza multipla»

    La «Competenza multipla» di Giovanni Verga tra scrittura epistolare e letteraria

    Il volume rappresenta il primo studio sistematico della lingua di Verga, in quanto ricostruisce – analizzando 668 testi epistolari del ventennio 1865-1885 e raffrontandone gli usi linguistici con la scrittura letteraria coeva – come si sia costituita la competenza comunicativa di Verga. Una competenza linguistica e stilistica “multipla”, in cui si sono via via sedimentate le varie componenti idiomatiche che hanno animato il vissuto sociolinguistico dello scrittore nelle due decadi cruciali per la sua formazione e per la sua produzione letteraria. Il contatto con gli ambienti culturalmente più vitali e stimolanti dell’Italia del secondo Ottocento, in particolare Firenze e Milano, ha condizionato e arricchito la lingua privata di Verga – finora non adeguatamente descritta – e ha influenzato la conquista della sua lingua narrativa. Le lettere testimoniano efficacemente i rapporti dello scrittore nelle diverse reti socio-relazionali (familiare, affettiva e amicale, amicale e professionale), e ne restituiscono le dinamiche sociocomunicative. Gli usi linguistici osservati nella scrittura epistolare verghiana, scandagliata per livelli (grafico e fonologico, morfologico, sintattico, lessicale e fraseologico), sono costantemente rapportati all’italiano letterario dell’autore e all’italiano ottocentesco. Il confronto fra la lingua del Verga scrivente e la lingua del Verga scrittore ha dimostrato innanzitutto, sulla base di un corpus testuale organico, la formazione simultanea della sua competenza linguistica e del suo inimitabile stile. Non secondariamente poi la scelta di assumere Verga come caso di studio, in qualità di parlante rappresentativo della generazione postunitaria, correlandone gli usi linguistici testimoniati dalla scrittura epistolare agli usi linguistici del XIX secolo, ha consentito di storicizzarne l’esperienza in rapporto alle tendenze linguistiche postmanzoniane. In questa prospettiva socio-letteraria e socio-linguistica l’epistolario si configura come un corpus socio-comunicativo dinamico, la cui analisi linguistica restituisce compiutamente il formarsi di una competenza grammaticale, lessicale e idiomatica ricca e molteplice, da cui si è evoluto il moderno italiano interregionale di Verga.

  • Medea

    Médée, primo saggio del giovane Corneille nell’ambito della tragedia, quasi un lavoro preparatorio ai successivi Cid, Horace e Polyeucte, con i quali si imporrà quale indiscusso protagonista del Grand Siècle. Si è concordi nel riconoscere in Seneca la fonte principale della sua Médée, come egli stesso riconosce nell’Examen della tragedia. Tuttavia, contrariamente a Seneca, egli sfuma il lato demoniaco di Medea, restituendone l’immagine euripidea di sposa ferita, che solo sul finale acquisisce un lato mostruoso, benché le sue azioni vendicative appaiano più comprensibili agli occhi degli spettatori, dati gli intrighi iniqui di Giasone, sposo infedele, e dei sovrani di Corinto di cui è vittima. Giasone è la misera incarnazione della vanità e dell’orgoglio, e Creusa, figlia del re di Corinto, è così impertinente da chiedere, e quasi pretendere, la veste regale di Medea, dopo che ne è stato decretato l’esilio. Corneille riprende alcuni ingredienti spettacolari del teatro senechiano, rappresentando la morte dei sovrani di Corinto sulla scena, ma si astiene dal visualizzare l’infanticidio, sconveniente per il teatro delle bienséances, evocandolo, quasi sterilizzato, con soli quattro versi nel discorso ultimo di Medea a Giasone. Infine, un epilogo originale rispetto alla tradizione: un suicidio di una certa opacità, silenzioso e privo di qualsiasi solennità.

  • Annali 2023/16

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    INDICE ANNALI 16/2023
    – Nicolò Mineo: Luigi Russo lettore di Verga
    – Giuseppe Polimeni: Arrivare ai Promessi sposi dai Malavoglia. Appunti sull’intuizione stilistica di Luigi Russo
    – Emanuele Cutinelli Rendina: Luigi Russo e i maestri del neoidealismo italiano
    – Gabriella Alfieri: Luigi Russo e il segreto della “lingua poesia” di Verga
    – Giuseppe Lo Castro: Pagine «caricaturali» e «senza pietà». Luigi Russo da Verga a De Roberto
    – Giuseppe Traina: Luigi Russo: «I narratori» e la narrativa post-verghiana
    – Andrea Manganaro: “Il poeta della povera gente” e la questione dei manoscritti: gli interventi verghiani di Luigi Russo critico militante
    – Fiammetta Papi: Il diavolo ci mise la coda: lettere inedite di Verga a Puccini
    – Anita Placenti: “Casa Verga”: una lettura integrale dell’incompiuto progetto derobertiano
    – Gabriella Macrì: La miniera nel naturalismo, nel verismo e nell’ithografia: Germinal di Zola, Rosso Malpelo di Verga e Le conseguenze della vecchia storia di Viziinòs
    – Dino Manca: L’inedita redazione manoscritta di una novella di Grazia Deledda conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Analisi filologica e critica
    – Claudia Tarallo: Prime annotazioni sulla lingua della fiaba per bambini di Maria Messina

  • L'amore in un tango

    Buenos Aires, fine anni Trenta. L’amore impossibile tra Costantino il fileteador – uomo di pennello, posseduto dalla folle madre Victorina – e Mirna, donna del compadre Calmiro, uomo di coltello, figlia di un gaucho con la chitarra accolto in un conventillo con la famiglia dopo aver lasciato la Pampa. La storia di un triangolo di passione e sangue, vissuto nella planimetria di una città dolente danzata nel tango, evocata in trasparenza dal bandoneón di Astor Piazzolla e dagli strumenti del suo Quintetto, scandita nella regolarità delle Cuatro Estaciones Porteñas, colonna sonora di azioni, desideri, fughe, appuntamenti, addii, apparizioni di figure come Perro l’arrotino, Ernesto l’acquaiolo, Xosé il galiziano, Dieghito, niño vivo, con il proprio pallone in movimento da un barrio all’altro della città di Borges, Gardel, Evita Perón.

  • L'opera di Dio

    Anna Cuticchio, unica donna “pupara” di Sicilia, in una chiacchierata tra amiche, con Sara Favarò, racconta in questo volume la sua storia, che la vede nascere nella grande famiglia di pupari Cuticchio e crescere tra paladini e cunti coltivando per per anni la passione che da generazioni le appartiene. Fino a quando, lungo il suo cammino, incontrerà Dio, che la trasformerà in “paladina della fede”, consacrata missionaria in Africa. Una grande biografia raccontata in una intervista che a volte sembra un racconto epico come quello dei paladini, altre volte ha il fascino della conversione incondizionata.