• Il denaro lascia tracce come bava la lumaca. La lumaca è per la via. La scia è tenue, lieve. Se passa tempo, fra sole e sereno il sentiero di grigio e d’argento si slava, si sbriciola, scompare“.
    Siamo in Sicilia, agli inizi del XVII secolo, un uomo muore in uno strano incidente nella sua miniera di sale. La vedova, intenzionata a vendere i terreni ereditati e la miniera stessa, coinvolge il reverendo don Filippo La Ferla nella trattativa. Si presentano due sconosciuti acquirenti, in realtà prestanome di un misterioso signore interessato a insediarsi con un feudo nella libera città demaniale di Castrogiovanni che lo avrebbe collocato nel Parlamento dell’Isola con un doppio peso: nel braccio feudale e nel braccio demaniale. Da questa compravendita si sviluppa un intrigo che coinvolgerà uomini di chiesa, ricchi signori, legulei, vedove e perpetue, tra incendi dolosi, omicidi e un fiume di fiorini d’oro d’Aragona. È la storia di sempre: potere e denaro si legano e si intrecciano e, allora come oggi, per venirne a capo occorre seguire la bava dei soldi prima che scompaia.

  • Una notte arriva sulla linea 113 una segnalazione di urla provenienti da una villa. Una villa che sembra deserta, ma in realtà abitata dall’ultima discendente di una ricca famiglia. Nel frattempo, nell’ospedale civico giunge un ferito grave, di cui non si conosce l’identità. Il commissario Anastasio Ventura, un lupo solitario, che sceglie di aspettare la pensione su una tranquilla isoletta di povere case ai piedi di un vulcano, davanti all’«isola grande», a una Sicilia mai nominata, si ritrova così a indagare su una storia dove il delitto non è ancora stato compiuto. Il commissariato, che si affaccia su una spiaggetta dove le volanti sono parcheggiate accanto alle barche dei pescatori, è animato da una squadra di poliziotti del luogo che cercano, in qualche modo, di spiegare l’isola al commissario forestiero. Gran lettore, ironico, con un solido senso della legalità e della giustizia, poliziotto di naturale gentilezza, cui l’età non ha rubato nulla al fascino, Ventura, seppur riluttante, si ritrova affiancato nell’indagine, dalla vulcanica Maria Isola Lo Faro, ostinata cinefila, «appuntata» con il sogno di passare alla giudiziaria. Ed è proprio l’appuntato Maria, con la sua lingua “cagliostra”, con il suo imperversare pieno di antica saggezza, con la sua imprevedibilità e con il suo stesso essere il “genius loci”, l’anima dell’isola, che aiuterà il commissario a venire a capo di una complicata storia di trame familiari e nodi mai sciolti, resa torbida dai segreti di una donna, di tragica bellezza, che vive in solitudine in una casa fitta di tenebroso mistero, dove tutto ha avuto inizio.