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    Giaquinta Marilina

ISBN: 978-886859-177-9

Non rompere niente

by: Giaquinta Marilina

16,00

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Marilina Giaquinta, è nata e vive a Catania, dirigente superiore della Polizia di Stato in quiescenza. Ha pubblicato racconti e poesie. Nel 2017 la sua raccolta di racconti “Malanotte” è stata inserita nella classifica di qualità de La Lettura del Corriere della Sera. Nel 2018 ha pubblicato la raccolta di poesie “Addimora”, che l’ha portata in giro per l’Italia impegnata in reading poetici e performance letterarie insieme a più musicisti.
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About This Book
Overview

Una notte arriva sulla linea 113 una segnalazione di urla provenienti da una villa. Una villa che sembra deserta, ma in realtà abitata dall’ultima discendente di una ricca famiglia. Nel frattempo, nell’ospedale civico giunge un ferito grave, di cui non si conosce l’identità.

Il commissario Anastasio Ventura, un lupo solitario, che sceglie di aspettare la pensione su una tranquilla isoletta di povere case ai piedi di un vulcano, davanti all’«isola grande», a una Sicilia mai nominata, si ritrova così a indagare su una storia dove il delitto non è ancora stato compiuto.

Il commissariato, che si affaccia su una spiaggetta dove le volanti sono parcheggiate accanto alle barche dei pescatori, è animato da una squadra di poliziotti del luogo che cercano, in qualche modo, di spiegare l’isola al commissario forestiero.

Gran lettore, ironico, con un solido senso della legalità e della giustizia, poliziotto di naturale gentilezza, cui l’età non ha rubato nulla al fascino, Ventura, seppur riluttante, si ritrova affiancato nell’indagine, dalla vulcanica Maria Isola Lo Faro, ostinata cinefila, «appuntata» con il sogno di passare alla giudiziaria.

Ed è proprio l’appuntato Maria, con la sua lingua “cagliostra”, con il suo imperversare pieno di antica saggezza, con la sua imprevedibilità e con il suo stesso essere il “genius loci”, l’anima dell’isola, che aiuterà il commissario a venire a capo di una complicata storia di trame familiari e nodi mai sciolti, resa torbida dai segreti di una donna, di tragica bellezza, che vive in solitudine in una casa fitta di tenebroso mistero, dove tutto ha avuto inizio.

Details

ISBN: 978-886859-177-9
Publisher: Euno Edizioni
Publish Date: 2020
Page Count: 280

Press reviews:

Anastasio Ventura è un «linguacciuto e disubbidiente» commissario di polizia, un lupo solitario, spedito ad aspettare la pensione su una tranquilla isoletta di povere case ai piedi di un vulcano, davanti all’«isola grande», a una Sicilia mai nominata. Gran lettore, ironico, con un solido senso della legalità e della giustizia giusta, questo poliziotto di naturale gentilezza, cui l’età non ha rubato nulla al fascino, si ritrova incalzato dall’inarrestabile Maria Lo Faro (lei preferisce Isola, il suo secondo nome), ostinata cinefila e filosofa a suo modo, «appuntata» con in tasca il sogno della «piggì», della polizia giudiziaria. Per non dire del suo farsi «cagliostra» di una lingua (le parole, ne è convinta, «non sortìano dalla testa, ma le fa il cuore») ribollente di invenzioni e contaminazioni, tra siciliano, italiano e innesti stranieri. Una lingua, il siciliano, «che solo a pronunciarla impari la vita». Se ne rende presto conto, Ventura: lui che deluso dalla vita, di essa aveva finito per disamorarsi, scegliendo di esiliarsene, di non vivere, di non rompere più niente, in quel solitario angolo di mondo. E invece gli tocca scendere dentro un’allucinante storia nera, che da una villa maledetta sulla collina aleggia su tutta l’isola e sui suoi abitanti. Una storia ove il delitto – come in una sorta di giallo rovesciato – appare soltanto alla fine. E dove la colpa (e chi la commette) non scioglie alcun nodo. E se lo scontro delle eterne tensioni del dionisiaco e dell’apollineo rimane aperto, se la tenebra – che può sgusciare improvvisa da un dettaglio – non sempre cede alla luce, la lingua delle tante voci (compreso l’io narrante) di questo insolito romanzo d’esordio si dispiega nei suoi molteplici registri. Per farsi sinfonia elegante, tersa, ariosa: una finzione più vera del reale, convocata a interrogare il cuore umano, la sua bellezza, il suo mistero. Giuseppe Giglio

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