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  • Il presente volume si può considerare, in certo qual modo, come una continuazione del precedente lavoro Le lagrime e le risate delle cose. Aspetti del verismo, accolto, nel 1989, nella prima serie degli Studi della Fondazione Verga di Catania. Protagonisti dei saggi di cui il libro si compone sono, sicuramente, anche in questo caso, i maggiori rappresentanti del verismo italiano: Verga, Capuana, De Roberto (inquadrati nel contesto storico-culturale di cui fanno organicamente parte); la ricerca si sviluppa, tuttavia, su un campo che si estende oltre i confini comunemente assegnati alla materia in oggetto, procedendo secondo linee e in direzioni che divergono – a volte – da quelle più “tradizionali” e addentrandosi in territori poco frequentati (come nel caso di Capuana “fantastico” e “fantascientifico”) o del tutto inesplorati (nel caso dei rapporti tra Capuana e Maupassant). Da questo punto di vista, forse, un titolo più appropriato (in quanto più “aperto” e – almeno potenzialmente – “pluralista”) avrebbe potuto essere qualcosa come Paralipomeni sul verismo e sui veristi. Ma sarebbe apparso un po’ troppo “ingombrante”.

  • Tra le carte dei Branciforti che si trovano nell’archivio privato dei principi di Trabia, ora depositato presso l’Archivio di Stato di Palermo, si trova un manoscritto del secolo XVIII di complessivi 99 fogli che costituisce una “storica” Storia di Leonforte, la prima che sia stata tracciata sulla città di Nicolò Placido Branciforti. Questo volume, frutto di uno studio certosino del manoscritto, mira a fornire materiale di prima mano a quanti vogliono indagare con strumenti adeguati sul passato della città. Il lavoro del La Marca è stato integrato con un altro inedito, l’Historia di Castrogiovanni di Frà Giovanni de’ Cappuccini, del 1740, nelle parti dove tratta di Leonforte. Chiude infine il volume una preziosa appendice critica sull’Orto Botanico.

  • Se si può parlare di un protagonista questo romanzo, questo è Cheli. Ma sarebbe più giusto dire che i protagonisti della storia non hanno nomi. Sono dei ‘bastardi’ e si muovono nel mondo usando cognomi inventati. Forse questa è la narrazione di tutti i ‘bastardi’, i tanti figli di N.N. che abitavano la Sicilia e che dovevano affrontare il mondo con questo marchio stampato su tutti i documenti. Cheli è un ‘bastardo e non saprà mai il nome dei genitori. Cercherà di sognare, di cambiare il proprio destino di figlio di N.N. Costruirà una doppia vita, quella reale e quella possibile. Sarà consapevole delle sue qualità, ma ciò non basterà a calmare la sua sete, anzi sarà la scintilla che farà incendiare il vulcano di violenza che mai si placherà. Solo il sogno. Solo il sogno e le sue creazioni oniriche porteranno un po’ di calma nella sua anima.

  • ANTOLOGIA DI CUNTI IN ITALIANO, TOSCANO, INGLESE E SICILIANO

    Giufà è il personaggio più conosciuto e interculturale di tutto il Mediterraneo: le sue storie sono narrate in Italia, nel Maghreb, in Turchia, nell’Europa del Mar Morto, in Spagna e in Francia. Giufà è lo sciocco a volte stolto altre sapiente, è l’ingenuo a volte furbo, è il disgraziato a volte fortunato. Giufà è tutto e il contrario di tutto. Giufà, con le sue storie semplici, ci introduce nel suo mondo, fatto di ingenuità e furberie, insegnandoci che non c’è mai un solo modo di guardare le cose. In questo volume abbiamo attinto dalle raccolte di Giuseppe Pitré, di Venerando Gangi e di Laura Gonzenbach, ma anche dalle storie raccontate ancora oggi ovunque in Sicilia, nell’Africa settentrionale e in Medio Oriente, così come gli anziani le narrano: oltre 100 storie di un personaggio che da secoli affascina generazioni di bambini e di adulti.

  • Fondato su un’esperienza professionale dell’autore di quasi trent’anni, il libro traccia un percorso di riflessione sul tema della cura psichiatrica e, in particolare, dell’intervento psicoriabilitativo. L’impostazione narrativa – più letteraria e solo in parte tradizionalmente scientifica – vuole rendere la lettura aperta a una platea più ampia di quella di settore, nella convinzione che la riabilitazione, in quanto recupero di un’appartenenza sociale e culturale a un contesto, passi attraverso il coinvolgimento di figure e ruoli sociali di più ampia connotazione e competenza che devono, pertanto, trovare giusti suggerimenti in un’accessibile informazione sul tema e sulle conseguenti personali deduzioni. Le “storie” presentate, che l’autore definisce “incontri”, servono a tracciare un discorso sulla riabilitazione psichiatrica, sulla sua complessità, sulla malattia mentale cronica, sui metodi terapeutico-riabilitativi, sui rapporti all’interno di uno staff di comunità, in particolare sulla relazione utente-operatore. Queste storie ci restituiscono le zone d’ombra della malattia mentale grave e stimolano verso una migliore capacità di tollerare i nostri limiti e di sottoporli, fin dove possibile, a una sfida creativa di superamento; ma, soprattutto, sono quelle storie che, più e meglio di altre, ci danno la possibilità di cogliere nei pazienti una dimensione umana ed esistenziale che la malattia tende a nascondere alla vista, ma che mai riesce ad annientare.

  • “Questa è la storia di una ragazza felice, con tanta vita dentro, una ragazza che prende la vita com’è… bellissima… questa è la mia storia” (Giulia Paone)

    “Per le circostanze legate alla sua malattia, non ha avuto il tempo e forse neanche le forze per continuare: ci proverò io, sua mamma, cercando di attingere, come con un secchio, dal pozzo della memoria tutto il dolore e bellezza che abbiamo vissuto in questi due anni straordinari” (Giuseppina Di Maggio)

    “Perché questo libro su Giulia? Perché questo volume configura il diario intimo di una madre che accompagna la figlia fino alla consegna della sua vita” (Claudio Saita)

  • CODICE ETICO

    INDICE

    SAGGI
    GERO DOLEZALEK:Glosses and the Juridical Genre “Apparatus glossarum” in the Middle Ages
    (ABSTRACT)

    EMANUELE CONTE: The centre and the margins of the jungle of glossed manuscripts
    (ABSTRACT)

    MAURA MORDINI: Tra fonti letterarie e fonti giuridiche: una nuova biografia di Benincasa d’Arezzo iuris professor
    (ABSTRACT)

    CHRISTIAN ZENDRI: Legiferare giudicare consigliare interpretare. Giuristi legislazione imperiale diritto comune
    (ABSTRACT)

    ROSALBA SORICE: Defensio est concessa et vindicta prohibita. Itinerari di storia della difesa legittima
    (ABSTRACT)

    ANDREA PADOVANI: L’accusa di eresia ai papi negli anni del Grande Scisma (1378-1418)
    (ABSTRACT)

    JULIUS KIRSHNER: Pietro d’Ancarano on Citizenship and Intestate Succession in Ferrara
    (ABSTRACT)

    ANDREA BARTOCCI: “Perfectio spiritualis non in paupertate, sed in caritate consistit”. John of Capestrano and His Unpublished Tractatus de religione
    (ABSTRACT)

    WIM DECOCK: Consilii non fraudulenti nulla obligatio. Lawyers’ Liability and Legal Ethics in Lessius’s De iustitia et iure
    (ABSTRACT)

     

    NOTE E DOCUMENTI
    GIUSEPPE INDIZIO: Il matrimonio di Dante: un matrimonio tra impuberes?
    (ABSTRACT)

    CLAUDIA DI FONZO: Il rovesciamento della metafora del sole e della luna: Agostino, Giovanni di Parigi e Dante
    (ABSTRACT)

     

    RICORDI
    MANLIO BELLOMO: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 10: Frammenti di storia della storiografia in tema di sistema di ius commune
    (ABSTRACT)

    MANLIO BELLOMO: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 11: Ius civile, ius canonicum, società medievale
    (ABSTRACT)

    MANLIO BELLOMO: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 12: I glossatori: fra i protagonisti del proto-capitalismo?
    (ABSTRACT) 

    MANLIO BELLOMO: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 13: Probleme der juristischen Geschichtsschreibung: ius commune und ius proprium im Europa des Mittelalters
    (ABSTRACT) 

     

    A PROPOSITO DI
    SILVIA DI PAOLO – PAOLA MAFFEI: Historical research on Canon Law. With regard to the series Der Einfluss der Kanonistik
    (ABSTRACT)

    ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
    Bibliografia

  • Noto in particolare per i suoi due romanzi Erewhon e The Way of All Fresh, Samuel Butler è stato uno scrittore inglese di epoca vittoriana. Personalità poliedrica, oltre che scrittore, fu pittore, musicista, fotografo, filosofo, critico e storico dell’arte, “divulgatore” scientifico, e perfino allevatore di pecore. “Controverso” è l’attributo più ricorrente quando si cerchi di definire chi, come lui, si è compiaciuto di autoproclamarsi un outsider. E di una controversia tratta questo saggio: quella con Charles Darwin, il “padre della teoria dell’evoluzione”.

  • Saggi su architettura e cosmopolitica

    A cura di Gianluca Burgio e Ramon Rispoli

    Le architetture non sono mere composizioni formali ma veri e propri dispositivi materiali: tecnologie capaci di operare, di produrre effetti concreti sul mondo. È questa una delle premesse fondamentali su cui si fonda il lavoro transdisciplinare di Andrés Jaque e del suo Office for Political Innovation, attivo tra Madrid e New York all’intersezione tra pratica progettuale, ricerca e diffusione culturale. Il lavoro di Andrés Jaque ha portato a una trasformazione radicale del modo in cui l’architettura viene intesa, comunicata e praticata. L’impatto è globale, sebbene particolarmente notevole nell’architettura spagnola. Attraverso la microstoria, il suo lavoro rivela architetture apparentemente omesse nelle storie dell’architettura, dei suoi archivi e delle sue piattaforme operative. Se le grandi storie si sono concentrate su opere, personaggi ed eventi che confermano il rapporto tra disciplina e strutture di potere, Jaque insiste sul protagonismo degli agenti, umani e non, che operano nella quotidianità e sono essenziali per comprendere la politica spaziale contemporanea.

  • Spigolature idiolettali nel vissuto linguistico del Verga ‘milanese’ (1872-1891)

    I vent’anni trascorsi da Verga a Milano, che segnarono il culmine e poi il lento declino della vita artistica dello scrittore, costituiscono un periodo lungo e intenso, che è stato oggetto di approfonditi studi su singoli aspetti o su elementi episodici. Questo volume intende proporne una rivisitazione più organica, ripercorrendo dall’interno il vissuto linguistico dello scrittore, restituitoci da lettere, scritti memorialistici e testimonianze d’epoca. L’osservazione ravvicinata degli idioletti pubblici e privati di Verga, da quello estetico e teatrale a quello socio-familiare e amicale, permette di far luce su un aspetto essenziale – e finora inesplorato nel suo complesso – dell’esperienza artistica del grande scrittore verista, aprendo scenari inediti sulla vita sociale e culturale dell’Italia otto-novecentesca, con il suo irripetibile ethos.

  • Le varie storie, che non presentano una collocazione temporale ben definita, hanno in comune un unico obiettivo: chiarire il comportamento di una persona davanti a un mondo non disegnato su misura, ma che, volenti o no, è toccato loro in sorte. Così ci si imbatte, nel dipanarsi delle pagine, nell’inquietante, tenero dialogo fra un uomo e un bambino davanti a un mare carico di misteri; o scopriamo l’irriducibile volontà di un montanaro, sballottato dai suoi boschi ai campi di guerra, di scegliere come vivere e come morire; o seguiamo il balordo, surreale viaggio di un giovane a cavallo della sua Vespa lungo il Grande Fiume, là dove tutto inizia e dove tutto finisce. I racconti sono portati avanti con una scrittura che slitta con arte da toni crudi e amari a sfumature oniriche e ferocemente ironiche, in un’atmosfera dove sogno e realtà, poesia e viltà si sovrappongono e si materializzano anche grazie alla presenza, fugace ma intensa, di figure ora “conturbanti”, ora ridicole. Su tutto la natura, ostile o benevola, fa da cornice, spessa, alle labili vicende dell’uomo.

  • Fondatore e Direttore
    Manlio Bellomo

    Comitato Scientifico
    Mário Júlio de Almeida Costa (Lisboa), Manlio Bellomo (Catania), Emanuele Conte (Roma Tre), Ennio Cortese (Roma “La Sapienza”), Gerhard Dilcher (Frankfurt am Main), Maria Gigliola di Renzo Villata (Milano Statale), Charles Donahue, Jr. (Cambridge, Mass.), Péter card. Erdö (Budapest), Raffaele card. Farina (Città del Vaticano), Richard H. Helmholz (Chicago), Anne Lefebvre-Teillard (Paris II), Peter Landau (München), Susanne Lepsius (München), Luca Loschiavo (Teramo), Federico Martino (Messina), Emma Montanos Ferrín (La Coruña), Antonio Padoa Schioppa (Milano Statale), Andrea Padovani (Bologna), Kenneth Pennington (Washington, D.C.), Antonio Pérez Martín (Murcia), Ludwig Schmugge (Zürich-Roma), Laurent Waelkens (Leuven)

    Direttori editoriali
    Orazio Condorelli (Catania) – ocondorelli@lex.unict.it
    Rosalba Sorice (Catania) – sorice@lex.unict.it

    Comitato di Redazione
    Eduardo Cebreiros Álvarez (La Coruña), Antonia Fiori (Roma “La Sapienza”), Paola Maffei (Siena), Martino Semeraro (Roma “Tor Vergata”), Christian Zendri (Trento)

    Direttore responsabile
    Manlio Bellomo – mbellomo@lex.unict.it

    Sede della Redazione: via Nicola Fabrizi 21, 95128 Catania.

    Registrazione del Tribunale di Catania n. 22 del 13.8.1990.

    Casa Editrice: Il Cigno Galileo Galilei, Roma.

    La corrispondenza va indirizzata a Orazio Condorelli, via Gallo 24, I-95124 Catania.

    La Rivista esce una volta l’anno.

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    Euno Edizioni, via Mercede 25, I-94013 Leonforte (En); info@eunoedizioni.it

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  • CODICE ETICO E REGOLAMENTO
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    Doveri degli organi editoriali
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    Dicembre 2019

  • LEGGI ESTRATTO
    INDICE ANNALI 13/2020
    – Maria Di Giovanna: Variazioni sul ‘costruttore di roba’ e mutazione genetica della novella di beffa in Nanni Volpe di Giovanni Verga
    Rosy Cupo:La “sfortuna” critica di Dal tuo al mio di Giovanni Verga
    – Dario Stazzone: I funerali di Teresa Uzeda. Note sul primo capitolo de I Vicerè di De Roberto
    Fabiano Dalla Bona:Il paesaggio letterario di Federico De Roberto
    – Francesca Puliafito: Primi sondaggi filologici sui drammi verghiani incompiuti e inediti
    – Cristina Costanzo:Verga e la poetica del vero nella cultura figurativa di Francesco Lojacono, Antonino Leto e Onofrio Tomaselli
    – Antonio Di Silvestro: Verga, l’editore Casanova e i primi lettori delle Novelle rusticane
    – Angela Gigliola Drago: Vagabondaggi letterari e itinerari narrativi verghiani: prima del Mastro-don Gesualdo
    – Giorgio Longo: Les grandes journées du verisme en France: Crémieux, Arrighi et Pézard
    – Flora Di Legami: A proposito di Verga tradotto nei paesi europei
    – 
    Tullio Pagano: Tradurre per capire Giovanni Verga
    – Gabriella Alfieri: « – il realismo io l’intendo così, …, in una parola – ». Ritocchi e postille alla lettera a Salvatore Paola su «La Marea»

  • REALISMO, VERISMO, MODERNISMO TRA SECONDO OTTOCENTO E PRIMO NOVECENTO.
    SPERIMENTAZIONE ITALIANA E CORNICE EUROPEA
    a cura di GABRIELLA ALFIERI – ROSARIO CASTELLI – SERGIO CRISTALDI – ANDREA MANGANARO
    Atti del Convegno Internazionale di Studi ( Catania 3-5 ottobre 2019)

    INDICE
    Il Convegno che sta a monte del presente volume si è mosso tra i comparti in cui viene tradizionalmente articolato lo scenario narrativo italiano tra Otto e Novecento con l’intento di trattare ogni comparto come spunto di una verifica trasversale, come base di partenza per l’apertura a un panorama complessivo. Cinque le sezioni: Tra naturalismo e modernismo (sui due capi estremi di una parabola, da una parte Zola, dall’altra il realismo modernista): Orizzonti di Verga (intorno al laboratorio verghiano, anche nelle sue dimensioni europee); Verismo e dintorni (a proposito di De Sanctis, Capuana, Valera, D’Annunzio, Pirandello); La scommessa di Fogazzaro (con attenzione sia al teorico del romanzo, sia allo scrittore in proprio); Tra vero e ideale (in ordine a De Roberto, Serao, Deledda). S’intende: alcuni contributi hanno tentato, più che altro, puntualizzazioni sull’autore rispettivamente in oggetto; altri si sono rivolti alla rete delle connessioni. Ma a considerare l’insieme, si può concludere che l’approccio specialistico e la complementare disponibilità a uno sguardo d’orizzonte si sono giovati a vicenda.