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DATARISE – Data for Tourism Analysis and Reporting for Information and Sustainability Enhancement
This volume presents an analysis of the performance of the tourism sector for Italy at the territorial level, analyzing its sustainability and competitiveness. It discusses the central role of indicators in evaluating both the sustainability and resilience of the tourism industry, presenting theoretical frameworks and methodologies for building composite indicators based on both classic and machine learning approaches. It presents findings and discussion on policy implications from territorial indicators built from a variety of sources, namely those made available by public institutions on the web, ad-hoc data scraping, two original surveys on households and firms. The volume synthesizes and disseminates some of the main findings of the DATARISE project, financed to UKE – Kore University of Enna, Italy, under the GRINS project funded by the National Recovery and Resilience Plan (PNRR).
Italiano
Il presente volume offre un’analisi delle performance del settore turistico in Italia a livello territoriale, esaminandone la sostenibilità e la competitività. È discusso il ruolo centrale degli indicatori nella valutazione sia della sostenibilità che della resilienza dell’industria turistica, presentando quadri teorici e metodologie per la costruzione di indicatori compositi basati su approcci classici e di machine learning. Sono esposti i risultati e le riflessioni sulle implicazioni di policy delle analisi degli indicatori territoriali costruiti a partire da una varietà di fonti, quali quelli messi a disposizioni sul web da istituzioni pubbliche, i dati reperiti dal web attraverso tecniche di scraping, nonché due indagini originali su famiglie e imprese. Il volume sintetizza e diffonde alcuni dei principali risultati del progetto DATARISE, finanziato all’UKE – Università Kore di Enna, Italia, nell’ambito del progetto GRINS, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Sociologia del profondo incarnata, Large Language Models, analisi sociologica integrativa
Il principio epistemologico fondamentale della sociologia del profondo incarnata consiste nella transizione dai dati statici ai processi generativi. La sociologia convenzionale è stata prevalentemente una scienza di stati, ha fotografato la società, descrivendo strutture o interpretando significati in un dato momento. La sociologia del profondo incarnata opera un cambio di paradigma fondamentale: il suo obiettivo non è descrivere gli stati sociali, ma spiegare i processi generativi che li producono.
Milocca è un brillante affresco di vita siciliana del secondo dopoguerra, tratteggiato con penna leggera e divertita, ma capace, al contempo, di introdursi nelle pieghe più profonde dell’animo umano e della storia di una comunità. La sua ambientazione è concreta e realistica: Leonforte, una cittadina dell’entroterra dell’isola, della quale sono ben riconoscibili le strade, gli edifici, le tradizioni e forse, per chi sia del luogo e abbia l’età giusta, pure certi personaggi. Ma qui Leonforte e la sua gente, senza perdere la loro identità né le peculiarità che le contraddistinguono, sono anche metafora di qualcosa di più grande che le trascende, di storie, situazioni e verità universali colte in un preciso momento storico: quello che segna il passaggio ineluttabile, ma non privo di incertezze e di traumi, fra due epoche, fra gli estremi strascichi di un mondo arcaico al tramonto e le spinte prepotenti di una problematica modernità.
Quello dei classici, e Dante e Boccaccio lo sono per antonomasia, è un patrimonio inesauribile al quale ogni generazione avverte, prima o poi, l’esigenza di attingere o di tornare, per cercarvi le risposte che servono, storiche ed esistenziali, o magari, semplicemente, per abbandonarsi al piacere del testo. L’autore di queste pagine si accosta a due capolavori come la Divina Commedia e il Decameron (ma anche al boccacciano Trattatello in laude di Dante e dedica un’appendice a Bufalino, Dante e la rima) senza pretendere d’imboccare piste inesplorate, bensì – è uno dei tratti distintivi del suo “metodo critico” – dialogando liberamente con i lettori di ieri e di oggi a cui si debbano interpretazioni decisive, imprescindibili, o soltanto spunti, suggestioni illuminanti. Ne viene un discorso rigoroso, affabile, dalla sensibilità moderna, in grado di cogliere una “mossa” stilistica che sappia ancora sorprenderci, di pedinare e valorizzare una “verità” di volta in volta lontana o vicina, capace ancora d’intrigarci.
Quel che più colpisce, oggi, in Leopardi è la denuncia dell’ideologia dogmatica del progresso, dei rischi della modernità (amnesia del passato, massificazione, improvvisazione culturale, ecc.), di certe sue indebite accelerazioni, profeticamente intravisti quand’erano ancora nella loro fase aurorale. Parallelamente, più del materialismo nichilistico e dell’antiteodicea, che pure sono elementi inoppugnabili della concezione leopardiana del mondo, contano l’implacabile lucidità analitica, l’indagine esistenziale desolata ma rigeneratrice (anche sotto le ceneri dello scontento universale continuerà a covare, in lui, il fuoco d’un originario edonismo, della “teoria del piacere”), un rovello interiore, insomma, in anticipo su modalità squisitamente novecentesche e oltre.
INDICE ANNALI 17/2024
1. Verga 2.0. Prospettive di ricerca a confronto
– Angela Gigliola Drago: Sulla recentissima critica verghiana: note a margine di un convegno
– Romano Luperini: Strategie narrative nell’ultimo capitolo del Mastro-don Gesualdo
– Andrea Manganaro: La «terribilità» del realismo verghiano
– Matteo Palumbo: Metamorfosi di una similitudine nella narrativa di Verga: l’ostrica
– Gabriella Alfieri: Lo ‘scompiglio’ linguistico di Verga tra antidialettalità, agrammaticalità ed etnificazione
– Riccardo Castellana: Oltre il fait divers: lettura antropologica de L’amante di Gramigna
– Pasquale Guaragnella: In margine alla malattia e alla morte di don Gesualdo: suggestioni verghiane su Federico De Roberto autore de I Vicerè
– Maria Dimauro: «Foggiare l’opera d’arte nella sua ultima forma». Capuana interprete di Verga
2. Altri saggi
– Elena Felicani: «Questo libro è vagabondaggio non solo di persone e di fantasie». Tessere inedite di lingua e cultura per la genesi dei Malavoglia e del Mastro-don Gesualdo nel fondo Torelli Viollier dell’Università di Milano
– Anita Placenti: Giovanni Verga e i nipoti: una lettera inedita dello scrittore indirizzata a Giovannino
– Simone Pettine: Verga e la tentazione del fantastico. Per una rilettura antimimetica de Le storie del castello di Trezza
– Ilaria Muoio: Bozzetti e novelle per la Grande Guerra: tre scritti ritrovati di Verga, Capuana e De Roberto
– Miryam Grasso: Per il Capuana ‘paesano’: testo e varianti della novella Lo Sciancato
– Giorgio Longo: Nel ventre dell’atelier. Note sul volume di Olivier Lumbroso, Dans l’atelier d’Emile Zola, Paris, Hermann 2024
MEMORIE DI UMANITA’ E DIRITTO
Kenneth Pennington: The Tyranny of Law: Summum ius, summa iniuria
(ABSTRACT)
Federico Martino: Tra Longobardi, grifoni e castelli: Riccardo cuor di leone a Messina
(ABSTRACT)
SAGGI
Sara Menzinger: Individual, Territory and Intention: Citizenship in the Medieval Legal Debate
(ABSTRACT)
Péter Bónis: La Bolla d’Oro del re ungherese Andrea II e il diritto comune
(ABSTRACT)
Elena Brizio – Julius Kirshner: Antonio Roselli’s Role in a Florentine Arbitration between Averardo and Michele di Lapo da Castiglionchio and Antonia di Pierozzo Strozzi
(ABSTRACT)
DIRITTO INTERNAZIONALE E RELAZIONI INTERCONFESSIONALI:
INTRODUZIONE AL TEMA
Andrea Padovani: Il diritto delle nazioni nei viaggi in Oriente di Giovanni di Pian di Carpine, Guglielmo di Rubruk e Marco Polo
(ABSTRACT)
Christian Zendri: Fedeli, infedeli e zelus fidei nella tradizione giuridica: da Francesco d’Assisi a Dante
(ABSTRACT)
Mathias Schmoeckel: An international right of self-determination in the 14th century? The chance of an international legal order in the Middle Ages, the Declaration of Arbroath 1320 and the independence of peoples
(ABSTRACT)
Orazio Condorelli: Il patto con gli infedeli: un impium foedus? Venezia, i Turchi ed Enea Silvio Piccolomini / Pio II prima e dopo la caduta di Costantinopoli
(ABSTRACT)
Alain Wijffels: The Discreet Chasm of Religious Incompatibility: Pierre Goudelin’s De iure pacis commentarius (1620)
(ABSTRACT)
Luisa Brunori: Infidelitas e dominazione sulle Indie: il pensiero di Diego de Avedaño (1594-1688)
(ABSTRACT)
Serge Dauchy: La francisation des Amérindiens au 17e siècle. Enjeux économiques, politico-religieux et juridiques
(ABSTRACT)
VARIE
Ferdinando Treggiari: Vocazioni di Bartolo
(ABSTRACT)
Christian Zendri: Gerhard Dilcher (1932-2024). In memoriam
(ABSTRACT)
ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
Bibliografia
Di che cosa si occupa e si preoccupa questo saggio? Esso contiene delle variazioni sul tema del controllo sociale e dei tentativi di Charles Wright Mills e di Niklas Luhmann di rifondare la sociologia, il primo ritornando ai classici del pensiero sociologico e promettendo una “mente di qualità” attraverso una profonda rimeditazione delle concezioni sul metodo, il secondo a partire dagli esperimenti della sociologia americana degli anni ’40-’50, poi abbandonati per ragioni ideologiche, di fondare una teoria generale dei sistemi. Tali variazioni sul tema sviluppano anche una fuga in avanti che implica l’abbandono, o quantomeno la ridefinizione, di concetti quali relazione, interazione, azione, status, ruolo, aspettativa, struttura sociale, ancora oggi largamente utilizzati dai sociologi italiani.
Il volume rappresenta il primo studio sistematico della lingua di Verga, in quanto ricostruisce – analizzando 668 testi epistolari del ventennio 1865-1885 e raffrontandone gli usi linguistici con la scrittura letteraria coeva – come si sia costituita la competenza comunicativa di Verga. Una competenza linguistica e stilistica “multipla”, in cui si sono via via sedimentate le varie componenti idiomatiche che hanno animato il vissuto sociolinguistico dello scrittore nelle due decadi cruciali per la sua formazione e per la sua produzione letteraria. Il contatto con gli ambienti culturalmente più vitali e stimolanti dell’Italia del secondo Ottocento, in particolare Firenze e Milano, ha condizionato e arricchito la lingua privata di Verga – finora non adeguatamente descritta – e ha influenzato la conquista della sua lingua narrativa. Le lettere testimoniano efficacemente i rapporti dello scrittore nelle diverse reti socio-relazionali (familiare, affettiva e amicale, amicale e professionale), e ne restituiscono le dinamiche sociocomunicative. Gli usi linguistici osservati nella scrittura epistolare verghiana, scandagliata per livelli (grafico e fonologico, morfologico, sintattico, lessicale e fraseologico), sono costantemente rapportati all’italiano letterario dell’autore e all’italiano ottocentesco. Il confronto fra la lingua del Verga scrivente e la lingua del Verga scrittore ha dimostrato innanzitutto, sulla base di un corpus testuale organico, la formazione simultanea della sua competenza linguistica e del suo inimitabile stile. Non secondariamente poi la scelta di assumere Verga come caso di studio, in qualità di parlante rappresentativo della generazione postunitaria, correlandone gli usi linguistici testimoniati dalla scrittura epistolare agli usi linguistici del XIX secolo, ha consentito di storicizzarne l’esperienza in rapporto alle tendenze linguistiche postmanzoniane. In questa prospettiva socio-letteraria e socio-linguistica l’epistolario si configura come un corpus socio-comunicativo dinamico, la cui analisi linguistica restituisce compiutamente il formarsi di una competenza grammaticale, lessicale e idiomatica ricca e molteplice, da cui si è evoluto il moderno italiano interregionale di Verga.
Federico De Roberto, uno stile di pensiero
Il libro tende a una dilucidazione di alcuni esiti dello stile di pensiero di Federico De Roberto. È, quello dello scrittore siciliano, un atteggiamento mentale che si misura con figure e temi quali la malasorte, i volti molteplici della passione amorosa, le illusioni e i disincanti, l’ossessione del potere, il sentimento e la rappresentazione della morte. Il «mondo» agirebbe nel segno di un vero e proprio «gioco» che, con la cifra del grottesco, disvelerebbe un rovesciamento laico di una secolare visione cristiana. È in questo senso che le vicende umane si offrirebbero come un irrisarcibile «succedersi di evanescenze».
MEMORIE DI UMANITA’ E DIRITTO
Mario Ascheri: Bartolo tra Stato e città-Stato
(ABSTRACT)
SAGGI
Andrea Padovani: Consilia o tractatus di Pietro d’Ancarano per il Grande Scisma (1405-1410)
(ABSTRACT)
Rosalba Sorice: Stranieri-nemici. Il riconoscimento del diritto di difesa agli hostes iniusti. Voci di giuristi tra i secoli XIV e XV
(ABSTRACT)
Vincenzo Roberto Imperia: Ius decretalium nella Sicilia del secolo XII. Le decretali indirizzate a destinatari dell’isola, dall’inizio dell’età normanna a Celestino III (1198)
(ABSTRACT)
David De Concilio: Teaching Canon Law with Verses. Poetic Quotes in Hostiensis’s Summa Aurea (c.1253)
(ABSTRACT)
Paola Maffei: Angelo Gambiglioni effigiato in una iniziale miniata Note sul ms Philadelphia, Free Library, Hampton L. Carson Collection, LC 14 23 e sul possessore Francesco Berardi da Cagli
(ABSTRACT)
Christian Zendri: Diritto e mutamenti costituzionali nella History of the Common Law of England di Matthew Hale. Una ricerca comparativa nella tradizione giuridica occidentale
(ABSTRACT)
DISCUSSIONI
Luca Loschiavo: Francesco Calasso, il ‘sistema del diritto comune’ e il desiderio di un’Europa del diritto
(ABSTRACT)
NOTE E DOCUMENTI
Pavel O. Krafl: The Decretum Gratiani in the Kingdom of Bohemia in the Middle Ages
(ABSTRACT)
RICORDI
Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 16: Povertà, violenza, ignoranza fra l’Alto Medioevo e il Rinascimento medievale
(ABSTRACT)
Manlio Bellomo: Ricordi… non è mai troppo tardi, nr. 17: Calascibetta civitas victoriosa: così il notaio Adriano Pampillonio nel 1592
(ABSTRACT)
VARIE
Orazio Condorelli: Considerazioni sul diritto canonico nelle Università statali: “status quaestionis” e prospettive
(ABSTRACT)
ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
Bibliografia
Ricordata di rado, e solo perché moglie di Luigi Capuana, Adelaide Bernardini è stata poetessa, narratrice, articolista, drammaturga, critica e librettista, tra le voci più note della cultura italiana tra la fine dell’Ottocento e il primo ventennio del Novecento. Eppure, i suoi scritti, cospicui e vari per generi e per temi, e il suo ruolo di collaboratrice e coautrice dell’opera del marito, sono stati pressoché ignorati. Umbra di nascita e siciliana d’adozione, Bernardini è stata testimone di anni cruciali della storia politica, culturale e sociale d’Italia, dal periodo postunitario fino al secondo conflitto mondiale, che ha raccontato in poesie, novelle e testi teatrali, forte della sua formazione di maestra e fervente lettrice, spinta da una ferrea ambizione e, inevitabilmente, corroborata dal fecondo humus culturale in cui si ritrovò a vivere grazie al marito, risiedendo prima a Roma e poi a Catania. La notevole differenza d’età con Capuana, le vicende da feuilleton da cui nacque il loro sodalizio umano e artistico, il carattere volitivo e piuttosto polemico che la mise in contrasto con nomi illustri dell’intellighenzia del periodo – Pirandello e Marinetti, tra gli altri – non avevano finora permesso una valutazione serena e obiettiva dell’opera di Bernardini. Questo volume la inserisce nella più ampia prospettiva della scrittura femminile tra Otto e Novecento, e quindi nel cruciale dibattito sui temi dell’emancipazionismo: istruzione, matrimonio, maternità, divorzio, adulterio. Attraverso un profilo biografico accuratamente documentato e una stringente analisi dei testi si ricostruisce con obiettività la figura della Bernardini donna e intellettuale.
INDICE ANNALI 16/2023
– Nicolò Mineo: Luigi Russo lettore di Verga
– Giuseppe Polimeni: Arrivare ai Promessi sposi dai Malavoglia. Appunti sull’intuizione stilistica di Luigi Russo
– Emanuele Cutinelli Rendina: Luigi Russo e i maestri del neoidealismo italiano
– Gabriella Alfieri: Luigi Russo e il segreto della “lingua poesia” di Verga
– Giuseppe Lo Castro: Pagine «caricaturali» e «senza pietà». Luigi Russo da Verga a De Roberto
– Giuseppe Traina: Luigi Russo: «I narratori» e la narrativa post-verghiana
– Andrea Manganaro: “Il poeta della povera gente” e la questione dei manoscritti: gli interventi verghiani di Luigi Russo critico militante
– Fiammetta Papi: Il diavolo ci mise la coda: lettere inedite di Verga a Puccini
– Anita Placenti: “Casa Verga”: una lettura integrale dell’incompiuto progetto derobertiano
– Gabriella Macrì: La miniera nel naturalismo, nel verismo e nell’ithografia: Germinal di Zola, Rosso Malpelo di Verga e Le conseguenze della vecchia storia di Viziinòs
– Dino Manca: L’inedita redazione manoscritta di una novella di Grazia Deledda conservata presso la Biblioteca Nazionale Centrale di Roma. Analisi filologica e critica
– Claudia Tarallo: Prime annotazioni sulla lingua della fiaba per bambini di Maria Messina
Buenos Aires, fine anni Trenta. L’amore impossibile tra Costantino il fileteador – uomo di pennello, posseduto dalla folle madre Victorina – e Mirna, donna del compadre Calmiro, uomo di coltello, figlia di un gaucho con la chitarra accolto in un conventillo con la famiglia dopo aver lasciato la Pampa. La storia di un triangolo di passione e sangue, vissuto nella planimetria di una città dolente danzata nel tango, evocata in trasparenza dal bandoneón di Astor Piazzolla e dagli strumenti del suo Quintetto, scandita nella regolarità delle Cuatro Estaciones Porteñas, colonna sonora di azioni, desideri, fughe, appuntamenti, addii, apparizioni di figure come Perro l’arrotino, Ernesto l’acquaiolo, Xosé il galiziano, Dieghito, niño vivo, con il proprio pallone in movimento da un barrio all’altro della città di Borges, Gardel, Evita Perón.
Anna Cuticchio, unica donna “pupara” di Sicilia, in una chiacchierata tra amiche, con Sara Favarò, racconta in questo volume la sua storia, che la vede nascere nella grande famiglia di pupari Cuticchio e crescere tra paladini e cunti coltivando per per anni la passione che da generazioni le appartiene. Fino a quando, lungo il suo cammino, incontrerà Dio, che la trasformerà in “paladina della fede”, consacrata missionaria in Africa. Una grande biografia raccontata in una intervista che a volte sembra un racconto epico come quello dei paladini, altre volte ha il fascino della conversione incondizionata.
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