NOVITA' (42)
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  • Sicilia terra di dolore

    Il romanzo si svolge in una Sicilia aspra, arcaica, sospesa tra miseria e dignità, le vite scorrono dentro i catodi, casupole dove uomini e animali condividono lo stesso respiro. È qui che Sicilia terra di dolore prende forma: un romanzo corale, teso e profondamente umano. Pepè è tornato dalla guerra con qualcosa che gli altri non hanno: uno sguardo nuovo. E ora non riesce più ad accettare la rassegnazione che domina il suo paese. Attorno a lui, una comunità di contadini vive schiacciata dalla fatica, dai debiti, da promesse mai mantenute. Cola sogna il cambiamento attraverso l’unione e la politica; la zia Vanna teme solo una cosa: la sventura, sempre in agguato; lo zio Marco, è un concentrato di sapienza amara, che diffida di tutto e di tutti, tranne che della fatica. E Marù, silenziosa, osserva un mondo che sembra già deciso per lei. Tra assemblee improvvisate, tensioni sociali e una rabbia che cresce sottotraccia, il romanzo racconta il momento in cui la coscienza si accende e diventa pericolosa. Perché capire significa non poter più tornare indietro. Con una scrittura asciutta e viscerale, Garretto costruisce una Sicilia lontana da ogni folclore: una terra ferita, dove la povertà non è solo condizione materiale ma destino collettivo. E dove la domanda più urgente resta sempre la stessa: ribellarsi o sopravvivere?

  • Le dice niente?

    Il romanzo è ambientato in una Palermo presa tra storia contemporanea – talora futuribile – e mistero, dove si svolge la vicenda personale del magistrato Rosolino Pellerito. Incaricato di un’indagine sulla scomparsa di una bambina, il Pellerito viene coinvolto in una serie di accadimenti che gradatamente prendono i connotati di una sofferta agnizione della propria storia personale. Catapultato fuori dai binari in cui scorreva la sua vita, attraverso una serie di rivelazioni sempre provvisorie, in cui ciascuna spesso capovolge la precedente, e una serie di strani incontri collegati dal filo rosso della bambina scomparsa, Rosolino Pellerito giungerà a ricomporre il mosaico dimenticato della propria esistenza, un vissuto nutrito e sostanziato dai personaggi femminili che lo attraversano. Sospeso tra sogno e realtà, ma costruito con la concretezza di un sistema interno di rimandi precisi, la narrazione si snoda in un clima che da giallo si fa sempre più onirico e surreale, dove il fitto tessuto di riflessioni filosofiche e teologiche sul senso della vita, sul Bene e sul Male, si incarna nella vivida colloquialità dei dialoghi.

  • I giorni dopo Bologna

    Bologna 1977: si avvia a conclusione un decennio meraviglioso e terribile. Le rivolte studentesche del ’68 dalle piazze avevano proclamato l’immaginazione al potere, e nel 1978 l’assassinio di Aldo Moro da parte delle brigate rosse segna la fine di un ciclo di lotte, utopie, disillusioni, rinnovate speranze. Nell’estate i turisti stranieri cercano invano gli “indiani metropolitani”, immagine ingenua e suggestiva dell’ultimo movimento giovanile. Ma a marzo era stata battaglia, la città spaccata, la gente per bene e i partititi “costituzionali” da una parte e gli studenti dall’altra, con i loro bisogni e desideri forse un po’ irreali e il loro compagno ammazzato per davvero dalle pallottole della polizia. Lavinia racconta di questo e dei suoi vent’anni, la fatica e la gioia di vivere e il tentativo di capire, se stessa oltre i grandi movimenti di studenti, operai, donne. Forte di ricordi freschi e basandosi su una documentazione rigorosa dei fatti pubblici, l’autore iniziò a scrivere nei primi anni ’80 scegliendo il racconto in prima persona (ma, per “straniare” da un possibile effetto diario, da parte di una ragazza). Abbandonata tante volte, ripresa, riletta, corretta, completata quasi 40 anni dopo, esce questa storia, passata e attuale, alle radici del nostro presente.

  • Parlato-scritto:  riflessioni e prove di analisi a partire  dall’«ARDIPS»  (ARchivio Digitale dell’Italiano Parlato-Scritto)

    Nel volume si pubblicano i contributi del primo Convegno del progetto PRIN 2022 ARDIPS (ARchivio Digitale dell’Italiano Parlato-Scritto), tenutosi a Catania nei giorni 10-11 luglio 2024. Il progetto ARDIPS si incentra sulla descrizione e l’analisi del parlato-scritto, ovvero di quella varietà di italiano postunitario documentata da una varia tipologia di testi scritti che simulavano un’oralità medio-alta, proponendola, secondo i dettami della riforma manzoniana, come modello di lingua. Nonostante la centralità e la consistenza di questa varietà nella storia dell’italiano contemporaneo, mancava una base empirica ampia e sistematicamente interrogabile atta ad analizzare le caratteristiche linguistiche, testuali e pragmatiche del parlato-scritto. Il progetto ARDIPS mira a colmare questa lacuna con la costruzione e l’analisi di un corpus di testi compresi tra il 1860 e il 1953 e interrogabili in un’apposita piattaforma. I tratti del parlato-scritto sono stati individuati secondo un’articolata griglia che integra i livelli fono-grafemico, morfosintattico, lessicale e pragmatico-testuale. Attraverso l’analisi di generi diversi – teatro, manuali di conversazione, grammatiche, fumetti, letteratura per l’infanzia, lettere private – i contributi raccolti nel volume presentano i primi risultati della descrizione analitica del parlato-scritto, basata sulla griglia qui pubblicata. Gli spogli del corpus aprono nuove prospettive di indagine e offrono il primo bilancio di un cantiere aperto, proponendo strumenti e prospettive per la conoscenza del parlato-scritto nella storia dell’italiano.

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  • Capitale culturale  e cambiamenti  comportamentali  pro-ambientali

    Questo volume presenta alcuni dei principali risultati del progetto intitolato “Cultural Capital and Pro-environmental Behavioural Changes”, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). L’obiettivo della ricerca è stato quello di esplorare l’interazione tra la partecipazione culturale, l’impegno civico e i comportamenti pro-ambientali a livello individuale, al fine di comprendere in che modo i fattori culturali e sociali contribuiscono a stimolare pratiche orientate alla sostenibilità, con particolare attenzione ai comportamenti, ai valori e alle motivazioni della vita quotidiana. Vengono presentati i due approcci diversi adottati per ottenere tali informazioni, ossia un questionario somministrato a un campione rappresentativo di consumatori italiani e un disegno sperimentale basato sulle narrative culturali, in grado di influenzare i meccanismi cognitivi che sottendono il comportamento collettivo.

    Quest’opera è distribuita con Licenza CC BY 4.0

  • L’écriture  Transpersonnelle

    Il volume – in lingua francese – analizza alcuni racconti transbiografici del XXI secolo scritti da autori provenienti dall’immigrazione mediterranea degli anni Sessanta. Ciò che accomuna concretamente Samuel Benchetrit, Carlos Batista e Laura Ulonati – che hanno chiaramente origini, vite e soprattutto percorsi professionali diversi – è il rapporto con l’esperienza post-migratoria, affrontata e percepita in modo distinto in relazione alla storia, all’ambiente e al contesto che li ha circondati. Dalla periferia del piccolo Bench di Samuel Benchetrit, alla scuola frequentata dal giovane Antonio Salgado di Carlos Batista, passando per il focolare familiare denso di ricordi e segreti di Ariane, descritto da Laura Ulonati, i nostri tre autori ci restituiscono un’immagine molto realistica dell’invisibilità e delle diverse difficoltà di integrazione nella Francia della post-migrazione. I loro romanzi, attraverso la memoria di esistenze ordinarie, fanno emergere una storia personale e collettiva rimasta nascosta nell’ombra delle case popolari, nelle squallide abitazioni cedute dai datori di lavoro o nei vecchi cassetti di una casa dove la polvere e il dolore di una storia mutilata si sovrappongono.
    Presentato sotto forma di un trittico, il volume mette in luce la prospettiva sociale e letteraria plurale dell’autosociofiction post-migratoria dell’area mediterranea francese, divisa tra rivendicazioni identitarie e sociali, processi di integrazione e, soprattutto, riconciliazioni con gli ambienti e i paesi d’origine.

  • 36/2025 Rivista Internazionale di Diritto Comune

    CODICE ETICO

    INDICE

    MEMORIE DI UMANITA’ E DIRITTO
    Kenneth Pennington
    The Authority of Glosses
    (ABSTRACT)

    SAGGI
    Federico Martino – Maria Teresa RodriguezLa circolazione di testi giuridici nell’area dello Stretto fra Normanni e Svevi
    (ABSTRACT)

    Christian ZendriVerso un nuovo paradigma. Il ruolo del diritto civile nella costruzione della credenza nella magia (sec. XIV)
    (ABSTRACT)

    Paola MaffeiStatuti comunali e corporativi in conflitto. Consilia sulla rieleggibilità dell’ufficiale forestiero
    (ABSTRACT)

    Bene comune e beni comuni nella tradizione del ius commune: introduzione al tema
    Andrea PadovaniBeni privati e comuni. Abelardo, Graziano e i glossatori
    (ABSTRACT)

    Ferdinando TreggiariIl bene comune della città del Popolo
    (ABSTRACT)

    Alain WijffelsThe Common Good in a Complex Polity: utilitas publica in Philip van Leiden’s Work
    (ABSTRACT)

    Raffaele Volante“Ne inermem vitam ducant”. L’accertamento degli usi civici e il tardo diritto comune nel Theatrum di G.B. De Luca
    (ABSTRACT)

    Orazio Condorelli“Beni da mettere in comune in tempo di necessità”. I giuristi, la destinazione universale dei beni e il bene comune. Percorsi di ricerca (e divagazioni) tra medioevo e prima età moderna
    (ABSTRACT)

    NOTE E DOCUMENTI
    Rosalba Sorice
    Infedeli e traditrici. L’omicidio delle donne e la violenza degli uomini in età intermedia
    (ABSTRACT)

    ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
    Bibliografia

  • Tourism Territorial Performance  and Sustainability: Data, Indicators,  and Policies for Italy

    DATARISE – Data for Tourism Analysis and Reporting for Information and Sustainability Enhancement

    This volume presents an analysis of the performance of the tourism sector for Italy at the territorial level, analyzing its sustainability and competitiveness. It discusses the central role of indicators in evaluating both the sustainability and resilience of the tourism industry, presenting theoretical frameworks and methodologies for building composite indicators based on both classic and machine learning approaches. It presents findings and discussion on policy implications from territorial indicators built from a variety of sources, namely those made available by public institutions on the web, ad-hoc data scraping, two original surveys on households and firms. The volume synthesizes and disseminates some of the main findings of the DATARISE project, financed to UKE – Kore University of Enna, Italy, under the GRINS project funded by the National Recovery and Resilience Plan (PNRR).

     

    Italiano

    Il presente volume offre un’analisi delle performance del settore turistico in Italia a livello territoriale, esaminandone la sostenibilità e la competitività. È discusso il ruolo centrale degli indicatori nella valutazione sia della sostenibilità che della resilienza dell’industria turistica, presentando quadri teorici e metodologie per la costruzione di indicatori compositi basati su approcci classici e di machine learning. Sono esposti i risultati e le riflessioni sulle implicazioni di policy delle analisi degli indicatori territoriali costruiti a partire da una varietà di fonti, quali quelli messi a disposizioni sul web da istituzioni pubbliche, i dati reperiti dal web attraverso tecniche di scraping, nonché due indagini originali su famiglie e imprese. Il volume sintetizza e diffonde alcuni dei principali risultati del progetto DATARISE, finanziato all’UKE – Università Kore di Enna, Italia, nell’ambito del progetto GRINS, finanziato dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).

  • Dai dati statistici ai processi generativi

    Sociologia del profondo incarnata, Large Language Models, analisi sociologica integrativa

    Il principio epistemologico fondamentale della sociologia del profondo incarnata consiste nella transizione dai dati statici ai processi generativi. La sociologia convenzionale è stata prevalentemente una scienza di stati, ha fotografato la società, descrivendo strutture o interpretando significati in un dato momento. La sociologia del profondo incarnata opera un cambio di paradigma fondamentale: il suo obiettivo non è descrivere gli stati sociali, ma spiegare i processi generativi che li producono.

  • Milocca

    Milocca è un brillante affresco di vita siciliana del secondo dopoguerra, tratteggiato con penna leggera e divertita, ma capace, al contempo, di introdursi nelle pieghe più profonde dell’animo umano e della storia di una comunità. La sua ambientazione è concreta e realistica: Leonforte, una cittadina dell’entroterra dell’isola, della quale sono ben riconoscibili le strade, gli edifici, le tradizioni e forse, per chi sia del luogo e abbia l’età giusta, pure certi personaggi. Ma qui Leonforte e la sua gente, senza perdere la loro identità né le peculiarità che le contraddistinguono, sono anche metafora di qualcosa di più grande che le trascende, di storie, situazioni e verità universali colte in un preciso momento storico: quello che segna il passaggio ineluttabile, ma non privo di incertezze e di traumi, fra due epoche, fra gli estremi strascichi di un mondo arcaico al tramonto e le spinte prepotenti di una problematica modernità.

    Milocca by: La Porta Salvo 18,00 

  • Riletture di Dante e Boccaccio

    Quello dei classici, e Dante e Boccaccio lo sono per antonomasia, è un patrimonio inesauribile al quale ogni generazione avverte, prima o poi, l’esigenza di attingere o di tornare, per cercarvi le risposte che servono, storiche ed esistenziali, o magari, semplicemente, per abbandonarsi al piacere del testo. L’autore di queste pagine si accosta a due capolavori come la Divina Commedia e il Decameron (ma anche al boccacciano Trattatello in laude di Dante e dedica un’appendice a Bufalino, Dante e la rima) senza pretendere d’imboccare piste inesplorate, bensì – è uno dei tratti distintivi del suo “metodo critico” – dialogando liberamente con i lettori di ieri e di oggi a cui si debbano interpretazioni decisive, imprescindibili, o soltanto spunti, suggestioni illuminanti. Ne viene un discorso rigoroso, affabile, dalla sensibilità moderna, in grado di cogliere una “mossa” stilistica che sappia ancora sorprenderci, di pedinare e valorizzare una “verità” di volta in volta lontana o vicina, capace ancora d’intrigarci.

  • Per Leopardi

    Quel che più colpisce, oggi, in Leopardi è la denuncia dell’ideologia dogmatica del progresso, dei rischi della modernità (amnesia del passato, massificazione, improvvisazione culturale, ecc.), di certe sue indebite accelerazioni, profeticamente intravisti quand’erano ancora nella loro fase aurorale. Parallelamente, più del materialismo nichilistico e dell’antiteodicea, che pure sono elementi inoppugnabili della concezione leopardiana del mondo, contano l’implacabile lucidità analitica, l’indagine esistenziale desolata ma rigeneratrice (anche sotto le ceneri dello scontento universale continuerà a covare, in lui, il fuoco d’un originario edonismo, della “teoria del piacere”), un rovello interiore, insomma, in anticipo su modalità squisitamente novecentesche e oltre.

    Per Leopardi by: Zago Nunzio 12,00 

  • Annali 2024/17

    LEGGI ESTRATTO

    INDICE ANNALI 17/2024

    1. Verga 2.0. Prospettive di ricerca a confronto
    – Angela Gigliola Drago: Sulla recentissima critica verghiana: note a margine di un convegno
    – Romano Luperini: Strategie narrative nell’ultimo capitolo del Mastro-don Gesualdo
    – Andrea Manganaro: La «terribilità» del realismo verghiano
    – Matteo Palumbo: Metamorfosi di una similitudine nella narrativa di Verga: l’ostrica
    – Gabriella Alfieri: Lo ‘scompiglio’ linguistico di Verga tra antidialettalità, agrammaticalità ed etnificazione
    – Riccardo Castellana: Oltre il fait divers: lettura antropologica de L’amante di Gramigna
    – Pasquale Guaragnella: In margine alla malattia e alla morte di don Gesualdo: suggestioni verghiane su Federico De Roberto autore de I Vicerè
    – Maria Dimauro: «Foggiare l’opera d’arte nella sua ultima forma». Capuana interprete di Verga

    2. Altri saggi
    – Elena Felicani: «Questo libro è vagabondaggio non solo di persone e di fantasie». Tessere inedite di lingua e cultura per la genesi dei Malavoglia e del Mastro-don Gesualdo nel fondo Torelli Viollier dell’Università di Milano
    – Anita Placenti: Giovanni Verga e i nipoti: una lettera inedita dello scrittore indirizzata a Giovannino
    – Simone Pettine: Verga e la tentazione del fantastico. Per una rilettura antimimetica de Le storie del castello di Trezza
    – Ilaria Muoio: Bozzetti e novelle per la Grande Guerra: tre scritti ritrovati di Verga, Capuana e De Roberto
    – Miryam Grasso: Per il Capuana ‘paesano’: testo e varianti della novella Lo Sciancato
    – Giorgio Longo: Nel ventre dell’atelier. Note sul volume di Olivier Lumbroso, Dans l’atelier d’Emile Zola, Paris, Hermann 2024

  • 35/2024 Rivista Internazionale di Diritto Comune

    CODICE ETICO

    INDICE

    MEMORIE DI UMANITA’ E DIRITTO
    Kenneth Pennington
    The Tyranny of Law: Summum ius, summa iniuria
    (ABSTRACT)

    Federico MartinoTra Longobardi, grifoni e castelli: Riccardo cuor di leone a Messina
    (ABSTRACT)

    SAGGI
    Sara MenzingerIndividual, Territory and Intention: Citizenship in the Medieval Legal Debate
    (ABSTRACT)

    Péter BónisLa Bolla d’Oro del re ungherese Andrea II e il diritto comune
    (ABSTRACT)

    Elena Brizio – Julius KirshnerAntonio Roselli’s Role in a Florentine Arbitration between Averardo and Michele di Lapo da Castiglionchio and Antonia di Pierozzo Strozzi
    (ABSTRACT)

    DIRITTO INTERNAZIONALE E RELAZIONI INTERCONFESSIONALI:
    INTRODUZIONE AL TEMA

    Andrea PadovaniIl diritto delle nazioni nei viaggi in Oriente di Giovanni di Pian di Carpine, Guglielmo di Rubruk e Marco Polo
    (ABSTRACT)

    Christian ZendriFedeli, infedeli e zelus fidei nella tradizione giuridica: da Francesco d’Assisi a Dante
    (ABSTRACT)

    Mathias SchmoeckelAn international right of self-determination in the 14th century? The chance of an international legal order in the Middle Ages, the Declaration of Arbroath 1320 and the independence of peoples
    (ABSTRACT)

    Orazio CondorelliIl patto con gli infedeli: un impium foedus? Venezia, i Turchi ed Enea Silvio Piccolomini / Pio II prima e dopo la caduta di Costantinopoli
    (ABSTRACT)

    Alain WijffelsThe Discreet Chasm of Religious Incompatibility: Pierre Goudelin’s De iure pacis commentarius (1620)
    (ABSTRACT)

    Luisa Brunori: Infidelitas e dominazione sulle Indie: il pensiero di Diego de Avedaño (1594-1688)
    (ABSTRACT)

    Serge DauchyLa francisation des Amérindiens au 17e siècle. Enjeux économiques, politico-religieux et juridiques
    (ABSTRACT)

    VARIE
    Ferdinando Treggiari
    Vocazioni di Bartolo
    (ABSTRACT)

    Christian Zendri: Gerhard Dilcher (1932-2024). In memoriam
    (ABSTRACT)

    ORIENTAMENTI BIBLIOGRAFICI
    Bibliografia

  • Controllo sociale ai tempi  dell’Homo biologicus

    Di che cosa si occupa e si preoccupa questo saggio? Esso contiene delle variazioni sul tema del controllo sociale e dei tentativi di Charles Wright Mills e di Niklas Luhmann di rifondare la sociologia, il primo ritornando ai classici del pensiero sociologico e promettendo una “mente di qualità” attraverso una profonda rimeditazione delle concezioni sul metodo, il secondo a partire dagli esperimenti della sociologia americana degli anni ’40-’50, poi abbandonati per ragioni ideologiche, di fondare una teoria generale dei sistemi. Tali variazioni sul tema sviluppano anche una fuga in avanti che implica l’abbandono, o quantomeno la ridefinizione, di concetti quali relazione, interazione, azione, status, ruolo, aspettativa, struttura sociale, ancora oggi largamente utilizzati dai sociologi italiani.